Mencucci: "Il Viola Park costa tanto: deve portare giocatori e risultati, altrimenti è un limite"
Il pensiero di Sandro Mencucci sull'attualità in casa Fiorentina
L'ex dirigente di Fiorentina e Lecce, Sandro Mencucci, è intervenuto a Radio FirenzeViola: "Ad agosto ho terminato la mia esperienza a Lecce, ora sto un pochino fermo poi mi guarderò intorno per capire come ricominciare. Faccio come Corvino, che dice sempre che i cavalli di razza muoiono in pista. A Lecce sono stati 5 anni intensi. Restare in Serie A tutti questi anni non è stato semplice. Specialmente per Corvino è stata un'operazione complicata e credo che in Italia sia sempre più difficile farlo, basti vedere come tante società facciano fatica ad andare avanti in autofinanziamento".
Sul Centenario della Fiorentina: "Non sono stato invitato. Non so perché la società abbia fatto questa scelta "nascondendo" i dirigenti, forse c'erano così tanti ex calciatori che hanno preferito dare spazio a loro. Ma penso a una persona come Corvino, o come il sottoscritto, persone che hanno lavorato tanti anni nella Fiorentina. Ognuno comunque ha il suo modo di comportarsi, andiamo avanti".
Sul Viola Park: "Non ho mai avuto l'occasione di andarci. Lo ritengo un valore aggiunto per il club ma anche un limite, leggo che ha un costo annuale molto alto e questo costo si deve tramutare o in giocatori o in altri tipi di risultati. Altrimenti diventa un limite".
Sul settore giovanile: "Paratici ha capito bene che non sono i trofei gli obiettivi, ma che nel giro di qualche anno arrivino in prima squadra i giocatori dal settore giovanile. Cosa che noi abbiamo fatto abbastanza ai miei tempi, pur non avendo un centro sportivo unico. Anche se era bello vedere la presenza della Fiorentina nella città. Oggi se ti chiudi in un castello ti isoli dal tuo popolo, dalla tua gente. Dal punto di vista sportivo hai tanti vantaggi, ma i risultati sono stati relativi. Oggi credo che un maestro di calcio come Andreazzoli sia in grado di creare qualcosa ma non basta".
Il ritiro estivo: "Quest'anno con il Lecce siamo andati in Austria, un bellissimo ritiro ma con un costo importante per il club. Pensare a un ritiro in Salento, a luglio, diventa complicato. Io però già avevo fatto la riflessione di chiedermi se fosse opportuno fare il ritiro lontani, io lo pensavo soprattutto dal punto di vista economico. Perché tanti giocatori arrivano ad agosto, a luglio fai un ritiro per calciatori che nella maggior parte andranno via. Le squadre cambiano tanto dopo i ritiri a luglio, rischiano di diventare fini a se stessi. Più che il ritiro io penso sia importante fare amichevoli di livello".
Un commento sulla Fiorentina attuale: "Quando arriva un direttore importante come Paratici è quasi scontato che la squadra cambi. Ogni dirigente ha le sue idee. Lo stesso Corvino quando arriva in un posto vuole la sua squadra. Reputo che abbia fatto un buon lavoro anche perché a me piacciono le squadre giovani e la Fiorentina lo è. Paragonarla a una mia Fiorentina? Sinceramente non riuscirei in questo momento".
"Chi mi piace più di tutti? La risposta è facile, il giovane argentino Mastantuono ruba gli occhi. Non so se saranno lui o Nico Paz a raccogliere l'eredità di Messi, di acqua sotto i ponti ne deve passare, ma Mastantuono mi piace molto".
Un giudizio su Oulai: "Oulai è molto bravo ma non so se è meglio di Fagioli".