Mareggini: "Grosso non ha capito Firenze. Vanoli è un leader: ha subito sentito sua la Fiorentina"

Gianmatteo Mareggini elogia il lavoro di Paolo Vanoli

16 settembre 2026 15:41
Mareggini: "Grosso non ha capito Firenze. Vanoli è un leader: ha subito sentito sua la Fiorentina" -
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L'ex portiere della Fiorentina, Gianmatteo Mareggini, è intervenuto a Radio FirenzeViola: "Per me il problema iniziale era soprattutto mentale, di approccio al campionato. Grosso non ha capito la piazza di Firenze. Vanoli, invece, ha il vantaggio di conoscere bene l'ambiente, prima da giocatore e poi da allenatore. Sa quali tasti toccare. Tra Sassuolo e Firenze c'è una differenza enorme: a Sassuolo, bene o male, la domenica dopo la partita finisce tutto. A Firenze la pressione è completamente diversa"

Su Vanoli: "Mi sembra più leader, più moderno e soprattutto più rilassato, in senso positivo. L'anno scorso, con la necessità di salvarsi a tutti i costi, era sempre in ansia, come tutto l'ambiente. Ora la situazione è diversa e può esprimersi meglio".

"L'anno scorso era impossibile essere sereni. Vanoli, comunque, sereno non lo è mai: è un martello continuo. È ancora presto per giudicarlo, ma gli va riconosciuto un merito: la squadra, a Venezia e anche ieri sera, è cresciuta nel secondo tempo senza calare fisicamente. L'anno scorso aveva trovato una squadra con un deficit nella preparazione atletica e aveva dovuto rifare tutto da capo. Quest'anno, invece, ha trovato una squadra fisicamente pronta. Mentalmente c'era da lavorare, ma su questo Vanoli ha inciso subito".

"Vanoli può diventare leader di questa squadra. Non si è mai staccato dall'ambiente Fiorentina e, anche dopo la mancata conferma dello scorso giugno, ha continuato a seguirne le vicende. Sembrava quasi che conoscesse il mercato meglio di Grosso"

"Quando è arrivato, quindi, ha sentito subito sua la squadra, nonostante i tanti volti nuovi. Aveva la sensazione di aver lasciato un progetto a metà e ha avuto la possibilità di riprenderlo. È arrivato con le motivazioni e la carica che, secondo me, erano mancate a Grosso".

Conclude su Grosso: "Gli è mancata l'empatia con lo spogliatoio. Secondo me non è mai entrato davvero in sintonia con la squadra. Ha fatto molto bene a Frosinone e Sassuolo, ma in realtà meno blasonate rispetto a Firenze. In ambienti più caldi, come Verona e Bari, aveva invece fatto male".

"Quando ha provato il salto di qualità, all'Olympique Lione, è stato esonerato dopo uno o due mesi. A mio giudizio, gli è sempre mancato qualcosa nel confronto con realtà più impegnative, soprattutto per obiettivi e pressione mediatica".