Marchini elogia Oulai e predica calma: "Pochissimi minuti ma Oulai non è un caso, c'è solo da farlo crescere"

Nessuna bocciatura o dualismo con Fagioli. L’ivoriano è un diamante grezzo. E il ragazzo deve lavorare moltissimo

29 settembre 2026 10:28
Marchini elogia Oulai e predica calma: "Pochissimi minuti ma Oulai non è un caso, c'è solo da farlo crescere" - Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Paolo Vanoli ha un’idea fissa: Christ Oulai ha il potenziale del campione, ma per emergere ad alti livelli deve passare da un profondo lavoro. Il talento puro, a volte, ha bisogno di essere protetto dal suo stesso riflesso, soprattutto in una piazza come Firenze, dove l’entusiasmo si accende in un attimo e rischia di consumare tutto velocemente. Ma dietro lo scarso minutaggio non si nasconde alcuna bocciatura tecnica, né tantomeno un presunto ’caso’ o dualismo con Fagioli. La realtà è molto più strategica. Proprio perchè lo considera un talento sicuro, Vanoli vuole valorizzarlo nell’unico modo: lavoro duro. A oggi, Oulai è un diamante grezzo. Esprime un calcio fatto di istinto, ma ancora privo di quel fondamentale raziocinio tattico che il ruolo impone. Se si guardasse solo ai numeri individuali e le fiammate palla al piede, meriterebbe una maglia da titolare fissa. Tuttavia, nel contesto collettivo, l’equilibrio è un dogma assoluto e in questo senso Oulai rischia di trovarsi in difficoltà: talvolta perde il tempo del pressing o si abbassa quando la linea dovrebbe salire. Insomma deve trovare maggiore bilanciamento nelle letture difensive e nella copertura dello spazio.

Mandarlo allo sbaraglio ora sarebbe nocivo per la crescita del ragazzo. Ecco perché l’apparente accantonamento è in realtà una corazza. Il percorso di inserimento graduale studiato da Vanoli serve a proteggere l’importante investimento economico della società e a educare tatticamente Oulai. L’obiettivo è ambizioso: sgrezzarlo per trasformarlo, nel tempo, in un centrocampista totale. Come Kanté. Un’evoluzione che richiede applicazione, pazienza e lavoro sul campo. Gestirlo con il contagocce significa non esporlo alle critiche feroci, permettendogli di assimilare i meccanismi senza l’assillo del risultato immediato. Vanoli vede in Oulai un possibile fuoriclasse. La strada è tracciata, ma passa dal silenzio del centro sportivo. Nessun mistero, dunque: solo la cura meticolosa di chi sa di avere un tesoro da custodire e plasmare.

Lo scrive stamattina in edicola Giampaolo Marchini su La Nazione