Mancini si ripresenta alla guida dell'Italia: "Voglio una nazionale che domini l'avversario e che sia vincente"

Le parole di presentazione di Roberto Mancini che torna alla guida della Nazionale dopo l'addio improvviso nell'estate del 2023

21 settembre 2026 17:47
Mancini si ripresenta alla guida dell'Italia: "Voglio una nazionale che domini l'avversario e che sia vincente" -
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Roberto Mancini è tornato per vincere. Nella conferenza che ha aperto la finestra di settembre-ottobre per le gare delle nazionali lo ha ripetuto più volte. Mancio è di nuovo a Coverciano oltre tre anni dopo le sue dimissioni nell’agosto 2023, ma in un certo senso è come se non se ne fosse mai andato.
"Ieri, quando sono tornato qua – ha ammesso –, ero felice perché qui abbiamo passato momenti belli: ci sono le foto dei trofei vinti ed è bello stare a Coverciano". Ha iniziato ricordando Mazzola ("Voglio unirmi al cordoglio di tutta l’Italia sportiva per la scomparsa di un mito come Sandro") e poi ha spiegato le sue scelte a livello di convocazioni: "Per vincere devi essere una squadra che gioca bene e che ha voglia di fare qualcosa di importante. Nello sport, se non ti diverti, non fai risultati. Giocare per fare qualcosa di bello è importante. Le convocazioni? Se avessi chiamato solo giocatori avanti con l’età, avreste detto: “I soliti giocatori…”. Penso sia giusto avere dei giovani che possiamo conoscere per costruire in futuro una squadra forte. Bisogna capire chi può stare con noi per questo ciclo e, con questo obiettivo, ho chiamato un gruppo allargato per le quattro partite così ravvicinate che avremo. Cercheremo di fare qualcosa di bello e positivo. Ci vorrà del tempo, ma chiaramente puntiamo a riuscirci il prima possibile". 

Nessun dubbio riguardo a quale sia il traguardo da centrare:
"Parto per avere una squadra che giochi bene, che domini, che dia il massimo. Noi vogliamo vincere e siamo positivi. Di negativo non abbiamo proprio niente. Nel gruppo ci sono molti giovani che sono qua per la prima volta e vogliono dare il massimo per la Nazionale. Mi aspetto che portino spensieratezza. Non bisogna pensare alle cose negative: quando uno parte per una nuova avventura, ha voglia di fare qualcosa di bello e nei prossimi quattro anni qualcosa di bello porteremo a casa. Per me è una sfida e un capitolo nuovo della mia carriera. Sono qua per vincere, per risalire il ranking ed è questo l’obiettivo che abbiamo tutti. Per riconquistare i tifosi dobbiamo riportare la Nazionale dove merita, facendo le cose per bene. Il trionfo del 2021 è lontano e non mi sento certo in credito con la gente... In debito? Voglio riconquistare chi si è sentito tradito dal mio addio nel 2023". 

Eccoci ai giovani:
"Sono curioso di vederli all’opera e di costruire una squadra con questi ragazzi che stanno venendo fuori e hanno qualità tecniche e fisiche importanti. Non sappiamo di quanto tempo avremo bisogno: di certo bisognerà essere veloci a capire se i giocatori che sono qui possono fare parte del progetto. Dai più esperti mi aspetto che ci diano una mano a inserire in fretta i nuovi". Il modulo che sceglierà non lo ha specificato: "Abbiamo diverse soluzioni tattiche: due punte, 4-3-3 e diversi altri moduli. Vedremo in questi giorni. La Nazionale del 2021 siamo riusciti ad assemblarla e a farla giocare bene. L’importante è recuperare quelli che adesso non stanno bene (Dimarco, Cristante e gli altri infortunati, ndr). I tanti stranieri presenti in Serie A? Possiamo lamentarci, ma l’importante è trovare una soluzione. Dobbiamo essere veloci a scegliere i calciatori che hanno il doppio passaporto: bisogna individuare elementi che abbiano le qualità tecniche per imporsi a breve nel calcio di alto livello". 

Mancini ha applaudito il nuovo metro arbitrale della Serie A:
"In Italia il ritmo è sempre stato inferiore perché si fischiavano troppi mezzi falli, mentre in Premier League non fischiano quasi mai. Il fatto che le cose siano cambiate anche da noi, è positivo". Poi si è soffermato su Malagò e sulla Figc, che potrebbe ritrovarsi senza presidente: "Ho parlato con lui e ci ha tranquillizzati: noi dobbiamo pensare al nostro lavoro, a fare bene e a vincere la prima partita contro il Belgio, che non sarà facile". Infine, sulla Bianchedi capo delegazione (era in prima fila durante la conferenza, ndr): "Diana ha fatto la storia di uno sport importantissimo (la scherma, ndr) per la mia città (Jesi, ndr). La conosco da tempo, ha vissuto momenti indimenticabili dello sport italiano e quindi non può che esserci d’aiuto" come riporta Gazzetta.it