Maldini: "Quando l'Italia chiama è difficile dire di no. Abbiamo parlato con Ancelotti prima di Guardiola"

Le parole di Paolo Maldini nella conferenza stampa insieme al presidente Malagò e all'advisor Leonardo

23 luglio 2026 15:22
Maldini: "Quando l'Italia chiama è difficile dire di no. Abbiamo parlato con Ancelotti prima di Guardiola" -
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Dopo l’assemblea della Lega Calcio Serie Giovanni Malagò, presidente della Figc, ha illustrato il progetto per il rilancio della Nazionale nella conferenza stampa tenuta insieme a Paolo Maldini e Leonardo riportata da Il Corriere dello Sport.

"Sono molto felice di essere qui, sapete benissimo che la mia candidatura è partita da un gruppo di società che fanno parte della Serie A. Sono stato stalkerizzato h24: è partito da alcuni club, poi c'è stato il quasi unanime consenso e ho deciso di buttare il cuore oltre delle resistenze. Uscivo da un'esperienza totalizzante come Milano-Cortina: il calcio e l'Italia sono richiami a cui fatico a dire no. Tra le tante incombenze in cui mi sono dovuto imbattere, di vario tipo, tra cui una è scadenza a breve che è quella del dossier europeo da presentare per il 2032 entro il 31 luglio e che coinvolge molte società incontrate oggi in Lega. Ho pensato subito che chi mi ha preceduto ha ritenuto che fosse giusto autoresponsabilizzarsi sulla scelta del commissario tecnico e della filiera che ne consegue: io ho invertito la clessidra, ci ho messo un po' ma sono un discreto persuasore. Le idee sono state indispensabili per chiudere l'accordo con Maldini e Leonardo, da cui poi deriveranno una serie di scelte: so che quella che più interessa è il commissario tecnico, ma non è il solo. Ci sono figure che a breve si dovranno occupare di altri ruoli. La parola chiave è condivisione totale: non faranno mai nulla di non condiviso con me e io non farò mai nulla che non sarà condiviso con loro. Io parlo dei prossimi sei anni, pensando agli Europei in casa, mentre Paolo parla di 8-10 anni".

Maldini ha risposto sulle tempestiche che porteranno alla scelta del nuovo ct: 
"L'ideale sarebbe entro questa settimana, ma sarebbe anche meglio poter avere la persona che noi vogliamo. La tempistica è legata a questo, c'è fretta ma non c'è fretta".

Su Guardiola 
"È comprensibile dire che non abbiamo fretta, poi anche noi vogliamo fare quanto prima. Il percorso è fondamentale per definire quello che vogliamo: aspettare qualche giorno è cosa giusta. Abbiamo le idee chiare in tanti casi, i piani sono abbastanza chiari".

Maldini: "Avevamo sentito Ancelotti, sento grande responsabilità e pressione, qui c'è un progetto ambizioso. È una chiamata alle armi, quando l'Italia chiama è difficile dire di no. Non conoscevo le difficoltà iniziali, ma ho sentito la possibilità di fare e la volontà di tutti di partecipare al rinnovamento. Questo è stato importante per la scelta, così come la capacità persuasiva del presidente Malagò. Ho messo tutta la mia forza per convincere Leo, tra noi c'è totale condivisione di valori e stima. La Serie A, nell'incontro che abbiamo avuto, ha dato totale disponibilità ad accogliere i nostri progetti sportivi. La mia figura prima non esisteva. Guardiola? Non possiamo dare notizie, avete individuato uno degli obiettivi, ma abbiamo parlato anche con Ancelotti. Ci pareva giusto partire dai migliori al mondo ma ne va verificata la disponibilità generale"

Leonardo ha aggiunto: 
"L'identikit del nuovo ct è quello di cui abbiamo parlato, un allenatore che ragioni più o meno come ragioniamo noi. Ci sono tanti tipi di allenatori che sono vincenti, la cosa più importante è trovare una sintonia di pensiero tra allenatore e direzione tecnica. Ci siamo dimenticati di come possa funzionare: la direzione tecnica dà la linea all'allenatore, finora c'è un presidente che era il capo di tutto. È difficile, ogni 2-3 anni cambi allenatore: l'idea è trovare una metodologia di allenamento che vada a cascata. È una cosa che richiede tempo, e dobbiamo lavorare sulla Nazionale A".