Lucarelli su Protti: "Tu non hai mai mollato. Riposa in pace fratello, goditi l'abbraccio con tuo papà"

Il ricordo emozionato di Cristiano Lucarelli dell'amico scomparso: "Fino alla fine si resiste. Mi manchi già permalosone"

20 giugno 2026 10:16
Lucarelli su Protti: "Tu non hai mai mollato. Riposa in pace fratello, goditi l'abbraccio con tuo papà" -
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L’ultimo abbraccio venerdì scorso quando Cristiano era andato a trovarlo nella sua casa a La California, il piccolo paese vicino a Cecina dove Igor Protti abitava. Lucarelli in un lungo post sui suoi profili social racconta la telefonata dell’amico: «L’arbitro — gli dice Igor — sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa».

«Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui», scrive Lucarelli. Che poi riporta le parole di Protti: «Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me». L’abbraccio, lunghissimo. E le lacrime: «Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste. Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo , che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone».

Loro, capitani per sempre di quella maglia amaranto che insieme hanno portato fino all’Europa, l’ultimo grande sogno calcistico di una città che invece da tempo è tornata nelle retrovie del calcio. Gemelli del gol, amici e compagni dentro e fuori dal campo, rappresentanti perfetti di quella Livorno anarchica che sfida i grandi, un po’ come Davide contro Golia, che riempie il settore ospiti di San Siro con migliaia di bandane per lo sberleffo all’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, incarnazione del potere e quindi nemico numero uno. Così Protti e Lucarelli insieme, con i loro abbracci infiniti dopo i gol, hanno trascinato per anni una città intera che adesso piange senza riuscire a farsene una ragione la perdita del più piccolo, ma non di certo del più fragile dei due. E pensare che quella coppia è durata solo due stagioni anche se nell’immaginario collettivo quel sodalizio è sembrato durare molto di più. I loro scambi di prima, che erano poi il frutto di un’amicizia nata spontaneamente per affinità caratteriali sono ancora negli occhi di tutti i livornesi e di chi ha guardato con simpatia quell’avventura oramai passata da anni.

Si sono voluti veramente bene, i due. Più riservato Igor, più esuberante Cristiano, che di Livorno è figlio, con tutti i pregi e i difetti di chi è nato nel quartiere Venezia. La città comunque ha amato da subito quel centravanti così esile e anche così bravo, un talento capace da vincere il titolo di capocannoniere nei campionati di A, B e C e nel 2007 lo ha fatto diventare cittadino onorario. Era qualcosa a cui lui teneva moltissimo.

Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino