Sotto con l’Europa: tra fantasmi e sogni, il punto interrogativo sulla Fiorentina…

In cerca di riscatto in una competizione con pochi stimoli e tante insidie

Con le prime tre giornate di campionato ormai in archivio e le competizioni continentali ai nastri di partenza è tempo di analizzare gli scenari e le insidie che si profilano nell’imminente futuro della squadra di Paulo Sousa.

Se le sirene della Champions risuonano ormai come gli echi lontani di un passato glorioso, cosa attende invece la Fiorentina in una competizione che nelle ultime edizioni ha alternato cavalcate esaltanti con inspiegabili flop ? Andiamo per gradi.

Il primo interrogativo riguarda la conformazione stessa dell’Europa League, che forse sarebbe più opportuno ribattezzare Europa “B”, seconda alla più importante competizione europea sia in termini di introiti che di prestigio, con trasferte interminabili su terreni di squadre semisconosciute che rischiano di diventare una scialba vetrina per le seconde scelte. Senza nulla togliere alle avversarie ed alle motivazioni che il tecnico indubbiamente saprà infondere, è più che lecito essere scettici sugli stimoli che possano provenire da partite incapaci di richiamare una cornice di pubblico degna del palcoscenico europeo con avversarie di scarso blasone.

Proprio per questo motivo è probabile che le speranze di vedere il tanto atteso miglioramento, sia nell’atteggiamento che nel gioco, dopo lo scetticismo generale che ha accompagnato le prime uscite, si perderanno nel massiccio turnover che investirà la squadra, con lo scopo di dare spazio a chi ha faticato maggiormente a ritagliarsi uno spazio nelle gerarchie del tecnico portoghese.

In questo scenario, con un girone decisamente agevole e le rotazioni che con tutta probabilità impediranno di vedere la vera Fiorentina, risulta ancora più difficile fare previsioni sulle reali possibilità di questa squadra che, se riuscisse a superare lo smarrimento mostrato in questo avvio di stagione, potrebbe dire la sua anche in campo europeo, sempre al netto della presenza di corazzate per le quali questa competizione appare più come una passerella trionfale verso la finale di Stoccolma.

Tuttavia l’auspicio è che già la trasferta di giovedì sul campo del Paok possa fornire l’occasione per un rilancio, in primo luogo sul piano dell’atteggiamento e dell’aggressività e successivamente su quello del gioco espresso, lasciando da parte lo spettro della squadra remissiva e apatica che tanti dubbi ha generato nell’ambiente.

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