Manuel Pasqual, uno dei calciatori con più presenze nella storia della Fiorentina, ieri pomeriggio ha condannato i viola ad un’umiliante sconfitta contro l’Empoli, calciando e realizzando il rigore decisivo proprio allo scadere del match.

Una freddezza come raramente avevamo visto da parte sua negli anni gigliati, una cattiveria agonistica che, per qualche istante, ci ha dato quasi fastidio. Perché Manuel Pasqual, al di là del discorso tecnico, umanamente aveva lasciato un buon ricordo in tutti i tifosi viola, gli stessi tifosi che ieri, anche solo per un attimo, si sono sentiti traditi dall’ex capitano.

Pasqual, però, aveva sicuramente delle buone ragioni per tirare il rigore. La sua decisione, infatti, è stata certamente presa per vendicarsi di una proprietà che lo ha trattato in modo ingiusto (secondo il suo parere). Sacrosanto, diremmo noi, l’errore è stato non dirlo pubblicamente nel post-partita. Sì, perché Pasqual, intervistato a Mediaset Premium nel finale di gara, ha negato che la sua decisione fosse legata ad un desiderio di rivalsa nei confronti della proprietà viola. Falso, le cose stavano come il giornalista gli aveva suggerito, bastava solo dirlo.

Invece Pasqual ha sorvolato, lasciando spazio a fraintendimenti di ogni tipo, come anche quello di molti tifosi che, dopo il triplice fischio, si sono scagliati contro il terzino sinistro dell’Empoli. Se Manuel non ha calciato il penalty contro i Della Valle, infatti, potrebbe pure averlo fatto per fare un dispetto a Firenze.

Sappiamo tutti che così non era, però Pasqual doveva dirlo. In questo modo l’ex capitano ha sprecato l’unica occasione che aveva per togliersi un’enorme soddisfazione e uscirne pulito, con il pieno sostegno della Fiesole. Peccato.
Tommaso Fragassi

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