L'analisi del Corriere dello Sport: "Fiorentina violazzurra, la rivoluzione di Paratici parla italiano"

La Fiorentina riparte da giocatori italiani, sia che essi siano già in rosa, sia negli acquisti. Non sono un caso i nomi di Koleosho, Cancellieri e Ruggeri.

13 giugno 2026 09:04
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Mentre di colore azzurro al Mondiale in America del Nord ci può essere il cielo quando il tempo è bello sopra gli stadi dove si gioca (e ieri con scarsa eleganza Infantino non ha perso l’occasione di maramaldeggiare sull’ennesimo flop della Nazionale), la Fiorentina anche rivoltata del prossimo corso avrà una larga base italiana per aiutare il nostro calcio a rilanciarsi, e di questo ha parlato Giuseppe Commisso con lo stesso presidente della Fifa nel recente incontro a New York. Ranieri, Comuzzo, Ndour, Mandragora, Parisi, Fagioli rappresentano la linea di continuità dalla vecchia alla nuova Fiorentina. Fazzini, Fortini, Fabbian, Piccoli e Brescianini non sono ancora fuori dal progetto e, soprattutto, non lo è Moise Kean (che intanto in vacanza si sta già allenando): metteteli insieme e ne viene fuori una squadra violazzurra per tornare a pensare in grande a Firenze e dare una mano al pallone italico a ritrovare le antiche virtù.

BASE TRICOLORE . Lo era lo scorso anno, lo sarà in questo che arriva: una Fiorentina con il tricolore dominante sul passaporto, non per anacronistico sciovinismo ma perché è forte la convinzione sulle qualità dei calciatori sopra citati. E non basta un anno alla rovescia per buttare via il pensiero. Anzi, neppure paradossalmente le prestazioni di Ndour e Comuzzo con l’Italia sperimentale di Baldini è stata la riprova che qualcos’altro non ha funzionato nella stagione della grande paura.

E da lì Paratici riparte: non dalla grande paura, ma dalla consapevolezza che dare i violazzurri a chi dell’azzurro è stato simbolo in campo in un altro Mondiale vent’anni fa sia la chiave giusta per ritrovare loro e la Fiorentina ad alto livello. Fagioli in primis, uno che la Nazionale già la meritava e scomodo agli spareggi non avrebbe fatto, poi Parisi, Mandragora e Ranieri oltre a Ndour e Comuzzo: sono nella lista dei confermati e per toglierli ci vuole un’offerta eclatante a cui oggi non rinuncia nessuno. Però, intanto ci sono e la compagnia non manca: Fabbian e Brescianini sono stati appena riscattati e non è detto che non rimangano nonostante i dubbi siano più d’uno, così come Fazzini, Fortini e Piccoli, tre investimenti della scorsa estate riusciti poco e male. Eppure, prima di darli via Paratici ci rifletterà non due, ma tre volte. E a determinate condizioni economiche. Senza dimenticare Moise Kean, ultimo solo perché quello che lo riguarda è un discorso a parte per ovvi motivi: il centravanti si sta allenando in vacanza e questa voglia di rivalsa unita a rinnovate motivazioni intriga da morire al Viola Park.

RINFORZI AZZURRI. Insomma, già così sarà una Fiorentina a tinte violazzurre e che questo sia l’indirizzo lo dimostrano anche le prime, abbozzate trattative, forse nemmeno tali: indicazioni precise però sì. In un mercato che dovrà portare a Firenze tre difensori (un centrale e un esterno per lato), un paio di centrocampisti e tante ali d’attacco (tre-quattro) per comporre e sostenere il 4-3-3 nei piani di Grosso, è un caso che tra i vari nomi fatti ci siano gli azzurri e magari un domani violazzurri Koleosho, Cancellieri e, fresco fresco nonché difficilissimo da realizzare per richiesta dell’Atletico Madrid e stipendio del calciatore, Ruggeri? Tutto meno che un caso.

Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport