L'analisi de La Nazione: "Vantaggi e controindicazioni su Kean. Il rischio è il tormentone estivo"
Il futuro dipende anche dalla sua volontà. La gestione di questa grande incognita ci farà capire la forza del club.
l futuro della Fiorentina passa inevitabilmente dal destino del suo centravanti, Moise Kean, al centro di un bivio strategico fondamentale. Con l’arrivo di Fabio Grosso sulla panchina viola, la dirigenza si trova a dover valutare se confermare il classe 2000 come perno centrale del nuovo ciclo tecnico o cercare una robusta alternativa. Inevitabile fare distinzioni, tra aspetti positivi e negativi su un’eventuale permanenza al centro dell’attacco del numero 20 viola. Iniziamo con i pro: potenziale atletico e l’intesa strategica con Grosso. Eventuali contro: discontinuità realizzativa e rigidità tattica. Proviamo ad analizzare entrambe le versioni.
Iniziamo con gli aspetti positivi, come l’esplosività fisica. Kean garantisce una presenza atletica devastante nel cuore dell’area di rigore avversaria. Non solo la sua capacità di attaccare la profondità e le sue caratteristiche si sposano bene con il gioco verticale che Grosso solitamente propone. Inoltre, l’età e futuribilità giocano a suo favore; essendo un classe 2000, i margini di crescita restano ampi per una plusvalenza. Inoltre, il senso di rivalsa è una molla notevole. La motivazione di affermarsi stabilmente ad alti livelli può essere la scintilla per la sua definitiva maturazione. E poi, se ripercorriamo il suo recente futuro, sotto la guida giusta, ha dimostrato di essere determinante. La sua duttilità gli permette anche di pressare alto e aiutare la squadra in fase di non possesso.
Veniamo agli aspetti negativi. L’incostanza sotto porta pesa. Il rendimento in termini di gol ha vissuto storicamente troppi alti e bassi per un club con ambizioni europee. Non solo. Fa più fatica a dialogare nello stretto quando le difese avversarie si schierano molto basse. I suoi sbalzi d’umore hanno minato la concentrazione nei momenti di digiuno da gol che hanno spesso condizionato le sue prestazioni complessive. Il costo di gestione è notevole e l’ingaggio pesante limita lo spazio di manovra economico per altri innesti di qualità e la stagione fallimentare ne ha già compromesso il valore di mercato, bloccando il club. La decisione finale dipenderà interamente dalle garanzie tattiche che Fabio Grosso richiederà alla società.
Trattenere Kean significa puntare su un centravanti moderno e di strappo, capace di spaccare le partite in transizione, ma richiede anche un lavoro specifico sulla sua autostima e sulla pulizia tecnica negli ultimi sedici metri. Se Grosso saprà toccare le corde giuste, Kean potrà essere l’arma in più della nuova Fiorentina; in caso contrario, la separazione rimarrà l’unica via per evitare pericolosi equivoci tattici. Il tutto, naturalmente, cercando di evitare una svendita che metterebbe in ogni caso a serio rischio l’allestimento di una squadra di ambizioni.
Lo riporta La Nazione.