Era il 19 febbraio e Spalletti in conferenza stampa annunciava: “Bisogna avere 17 o 18 giocatori di qualità per le coppe, se non ne abbiamo 17 o 18 andiamo fuori da tutte le competizioni. Se ne abbiamo solo 11 non si arriva in fondo da nessuna parte”. Così sentenziava in modo molto toscano il tecnico di Certaldo, frasi che, però, si sono rivelate profetiche, dal momento che la Roma è stata veramente eliminata da tutte le competizioni.

Luciano Spalletti è il tecnico dei sogni della Fiorentina, tifoso viola da sempre e la società gigliata spera che proprio per questo motivo l’attuale allenatore giallorosso decida di tornare a vestire i suoi colori preferiti.

A dire il vero, già in passato i Della Valle gli avevano strizzato l’occhio, ma il buon vecchio Luciano si è sempre tenuto piuttosto distante, probabilmente a causa delle sue grandi ambizioni e, in parte, anche a causa dei buoni ingaggi ricevuti fino ad oggi, primo fra tutti quello avuto dallo Zenit di San Pietroburgo.

Ora Spalletti è ad un bivio, con tutta probabilità lascerà Roma al termine della stagione e per lui si apriranno certamente diverse opportunità. L’Inghilterra, ad esempio, dopo le ottime esperienze dei tecnici italiani Ranieri e Conte, potrebbe offrirgli un buon contratto. Tra le molte squadre che gli proporranno la panchina, sicuramente ci sarà anche la Fiorentina.

Certo, le frasi della conferenza stampa tenuta il 19 febbraio abbassano notevolmente la percentuale dell’arrivo di Spalletti a Firenze. Dalle parole pronunciate dall’allenatore toscano, infatti, notiamo le sue grandi esigenze nei confronti della rosa. Neanche la Fiorentina del miglior periodo “Dellavalliano” aveva diciassette o diciotto calciatori di qualità, praticamente impossibile, dunque, aspettarsi che la società gigliata possa accontentare un tecnico come lui.

E’ buffo da dire, ma l’unica via per arrivare a Spalletti è proprio Spalletti. Deve essere lui, infatti, a decidere di tornare per l’amore di Firenze ed il sostegno dei tifosi che lo accoglierebbero come un vero figliol prodigo. Il profumo della sua terra, la vicinanza con i luoghi dell’infanzia, non di certo le ambizioni o i soldi perché, anche alla luce di ciò che abbiamo sentito dalle sue conferenze e dalla sua storia, sono senza dubbio troppo alte per la Fiorentina.

Tommaso Fragassi

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