La Nazione: "In caso di no al River, la Fiorentina non convocherebbe il calciatore per il ritiro estivo"
Una presa di posizione forte nei confronti del calciatore, che tuttavia sembra orientato ad accettare il River Plate
Quando tutto sembrava essersi raffreddato, la pista che potrebbe (ri)portare Lucas Beltran al River Plate è tornata improvvisamente a scaldarsi. Una svolta maturata nelle ultime ore che ha riaperto una partita di cui la Fiorentina, in realtà, aveva già trovato la quadra da tempo. Il club viola, infatti, in questa fase sarà solo spettatore interessato di una vicenda sulla quale ha già fatto il proprio lavoro e che riguarda le altre due parti in causa.
L’accordo con i Millonarios, del resto, esiste ormai da giorni ed è stato raggiunto sulla base di un prestito oneroso pari a 500mila euro con obbligo di riscatto fissato attorno ai 7 milioni e un’opzione che consentirebbe alla società dei Commisso di mantenere il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Un’intesa definita tra le due società, che attendeva solo il via libera del diretto interessato. Ed è proprio qui che si è registrata la novità: all’inizio della settimana, quando la trattativa aveva subito un’accelerata, Beltran si era mostrato scettico all’idea di fare ritorno in patria dopo tre stagioni in Europa.
Da quel momento, però, si sono messe in moto due «macchine» parallele: da una parte quella diplomatica del River Plate, che sta continuando a lavorare senza sosta per convincere il classe 2001 a tornare a Buenos Aires, dall’altra quella (decisamente molto più diretta) della società viola, che ha fatto capire senza mezzi termini al fantasista di non considerarlo parte integrante del nuovo progetto tecnico affidato a Fabio Grosso. Un messaggio forte, accompagnato anche da un altro input significativo: Beltran, in caso di no al River, non verrebbe nemmeno convocato per l’inizio del ritiro estivo al Viola Park.
Una presa di posizione dura che da venerdì ha spinto il «Vikingo» ad approfondire concretamente il dialogo con il River, iniziando a valutare con maggiore convinzione un ritorno in Argentina fino ad oggi rimasto in secondo piano (Beltran, racconta chi gli sta vicino, vivrebbe un ritorno in patria come una bocciatura definitiva del calcio che conta). Anche per questo la strada verso la fumata bianca resta ancora tutta da percorrere: il River continua infatti a fare i conti con una situazione economica complicata e anche l’ingaggio di Beltran, vicino agli 1,8 milioni netti a stagione, rappresenterebbe un ostacolo non di poco conto. Eppure, rispetto solo a pochi giorni fa, il quadro è di nuovo sensibilmente cambiato.
Lo riporta stamattina in edicola La Nazione