La Nazione: "Davanti ancora poche idee, si sono riviste soluzioni alla Palladino. Kean ancora non in condizione"

Alcune indicazioni sono emerse dalla gara col QPR, ma la sensazione è che questa squadra debba lavorare ancora tanto per affinarsi.

26 luglio 2026 11:01
La Nazione: "Davanti ancora poche idee, si sono riviste soluzioni alla Palladino. Kean ancora non in condizione" -
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C’è ancora molto da costruire. Più che il 3-2 incassato contro il QPR, nel primo test della tournée inglese, a raccontare lo stato della Fiorentina è stata l’immagine restituita dal campo: quella di una squadra che, a meno di un mese dall’inizio del campionato, è ancora un cantiere aperto. Due, soprattutto, gli aspetti emersi a Londra: una condizione atletica inferiore rispetto a un avversario avanti di due settimane nella preparazione e un’identità offensiva ancora tutta da plasmare. L’assenza di esterni di ruolo ha infatti costretto Grosso ad adattare di nuovo Jimenez e Gudmundsson sulle corsie, con Brescianini riproposto terzino sinistro. Soluzioni dettate dall’emergenza che hanno tolto fluidità alla manovra.

Dalla cintola in giù, almeno, qualcosa si è iniziato a vedere. Viery ha convinto per fisicità e personalità, mentre hanno lasciato più di un dubbio Dodo, autore del goffo rigore trasformato da Madsen al 30’, e Dragusin, in ritardo sul raddoppio firmato da Kemper allo scadere del primo tempo. Davanti, invece, le idee sono apparse ancora poche. Ha fatto eccezione la bella azione al 45’ che ha portato al gol Atta, nato dalla percussione di Jimenez e dalla ribattuta vincente del francese. Per il resto si è rivista una soluzione tipica della gestione Palladino: palla lunga verso Kean. Il centravanti ha ricevuto pochi palloni giocabili e ha continuato a dare la sensazione di essere ancora lontano dalla miglior condizione.

Tra le note più incoraggianti c’è stato in compenso Oulai. L’ivoriano, schierato davanti alla difesa, ha mostrato personalità e caratteristiche da play: quando i compagni vanno in difficoltà, il pallone passava quasi sempre dai suoi piedi. Nella ripresa Grosso ha cambiato formazione ma il copione è rimasto lo stesso: il QPR ha trovato il terzo gol con Smyth, complice un errore di Comuzzo, prima che Piccoli, parso in crescita, riaprisse la sfida. Da segnalare anche due occasioni fallite da Mandragora, una su uno splendido cross di Croci. Il cantiere resta apertissimo.

Lo riporta stamattina in edicola La Nazione