La linea sottile tra l’attesa ed il terrore del mercato…

Un'altra sessione di mercato rischia di scivolare via fra la rassegnazione generale, portando con sè i pezzi più pregiati...

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Un famoso spot pubblicitario in voga fino a qualche tempo fa chiudeva con la frase: “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere“. Per la precisione la massima, fatta propria da una nota marca di bevande, è del filosofo e scrittore illuminista tedesco Gotthold Ephraim Lessing. Ma poco importa, poichè non è questo il fulcro della nostra riflessione.

Facendo nostra questa citazione, e reinterpretandola liberamente, si potrebbe dire che per la Fiorentina l’attesa del mercato sia essa stessa il mercato. Peccato però che, almeno nel corso delle ultime stagioni, i trasferimenti siano stati tutt’altro che piacevoli, ma quasi vissuti con timore, incertezza, perplessità ed ansia fino al punto che la logorante attesa dell’evento imprevisto si sia trasformata in vero e proprio terrore.

Terrore, appunto. Terrore che le cose non vadano, nemmeno questa volta, nella direzione desiderata. Terrore che diventa impotenza di fronte alle dichiarazioni pubbliche di Andrea Della Valle, secondo il quale la Fiorentina sarebbe apposto così. Impotenza che muta a sua volta in incredulità nel vedere Juan Cuadrado fare le valigie in fretta e furia per esser dirottato a Londra senza troppi indugi. Sconcerto di fronte ad una campagna acquisti invernale che da trampolino di lancio per la corsa all’Europa ha invece portato in dote due convalescenti come Benalouane e Kone. Dispiacere nel veder partire, a pochi metri dal traguardo della fine dell’ultimo mercato, Marcos Alonso, diretto alla corte di Antonio Conte. Rabbia (e forse è dire poco) nel constatare l’evanescenza di 26.000.000 di euro che non è ancora chiaro in quale pertugio siano andati perduti.

Rabbia che trascende in rassegnazione, infine, perchè adesso la storia potrebbe ripetersi con Nikola Kalinic, ma soprattutto perchè un’altra sessione di mercato rischia di scivolare via nell’indifferenza generale e nella frenetica attesa che si concluda al più presto. Che il vero piacere non sia diventato la fine del mercato?

Gianmarco Biagioni

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