Paulo Sousa può indubbiamente sorridere alla luce della vittoria di Empoli. In primo luogo per il rotondo risultato con il quale è maturata, infatti le quattro reti rifiliate alla
squadra di Martusciello danno morale, oltre ad aver messo in mostra tutta la forza delle bocche di fuoco della Fiorentina. Successivamente il modulo adottato dall’allenatore portoghese esalta le grandi individualità dei viola, su tutti Ilicic e Bernardeschi dei quali parleremo in seguito, ed ultima, ma non per importanza, la maturazione tattica, i cui primi focolai potevano già essere ravvisati nella trasferta di Cagliari, sembra esser giunta a compimento, rappresentando così un solido punto di partenza per il proseguo del campionato.
Se la solidità della linea difensiva a quattro mette in evidenza una tenuta finalmente adeguata al profilo della squadra di Sousa, le note più liete si registrano dalla linea mediana in su. A un Bernardeschi finalmente nel vivo del gioco, e nel suo ruolo ideale, con una continuità ed un’incisività a tratti devastanti, con due gol a coronamento di una prestazione superba, risponde sul versante opposte Cristian Tello, forse per la prima volta in stagione capace di determinare con una prova di qualità e quantità le sorti della sua squadra. Completano questo quadro un Ilicic ritrovato, alla cui tecnica sembra impossibile poter rinunciare, e un Kalinic più dinamico che mai, capace di svariare su tutto il fronte d’attacco contribuendo in modo determinante alla costruzione delle trame offensive.
Sommando tutti questi elementi è possibile, in ultima istanza, ottenere un mix perfetto di equilibrio e dinamicità, fra la compattezza del pacchetto arretrato e la rapidità e la fantasia dei quattro uomini offensivi mai decisivi come nella trasferta di Empoli. Due bracci della stessa bilancia che possono fare le fortune della Fiorentina.
Gianmarco Biagioni

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