Era il 26 maggio 2019, e la Fiorentina di Montella (ma sopratutto dei Della Valle) si salva all’ultima giornata, uscendo tra i fischi e gli improperi. Ed usiamo un eufemismo. A distanza di 78 giorni, la stessa Fiorentina, sempre di Montella, ma in effetti di Rocco Commisso, affronta in amichevole il Galatasaray. Ed esce tra gli applausi. Nel mezzo il portiere Dragowski (che fa una papera, quindi aggiunge poco), il terzino destro Lirola (qualche imprecisione, ma una buona spinta sulla fascia), il regista Badelj (vecchia conoscenza, sempre valida), ed il trequartista Boateng. Sopratutto lui, Kevin Prince Boateng. Allora, a parte la Satta (che ci interessa, ma non in senso calcistico), Boateng pochi mesi fa era stato scelto dal Barcellona. Media spettatori al Nou Camp, circa 90.000. Lo diciamo per esperienza personale. Stasera, al Franchi, 10.000 persone al massimo. Alcuni anche annoiati. Va bene il mese di agosto, va bene il mare, le ferie, però un po’ di partecipazione… Ed invece, il signor Boateng (nonostante il vuoto cosmico sugli spalti) ha lottato, picchiato, combattuto come fosse la finale di Champions. Segnando su rigore, innescando il gol del raddoppio di Sottil, lottando dal primo al 90′. Insomma, Boateng è stato il padre, il fratello, la guida spirituale per tanti giovani. In campo e fuori. Da parte nostra, Chapeau!!!

  • SOTTIL LA SORPRESA, BADELJ LA CONFERMA: in teoria entrambe le affermazioni sono un ossimoro. Quantomeno con la realtà. Riccardo Sottil ha fatto benissimo due anni fa con la Primavera, l’anno scorso a Pescara, in ritiro a Moena… Poi contro il Guadalajara dove segna un gol meraviglioso. Adesso è abile ed arruolato per la prima squadra. Ma chi vi dice che non serva un esterno esperto da opporre a Chiesa? Suso, Ribery? Nomi in libertà, ci rendiamo conto, ma qualcuno alla Fiorentina deve arrivare. Milan Badelj, invece, è la riprova che un regista ci vuole: nella vita, sul set, in una squadra di calcio. Nessuna meraviglia, nessuna magia (del resto lo conosciamo, fa il difficile come se fosse facile). Però la geometria, il GPS che Milan possiede nei piedi e nella testa, la serenità con la quale gioca il pallone… scusate, ma in una squadra di calcio è indispensabile. Come lo è Milan Badelj per la Fiorentina.

ALTRE INDICAZIONI: Tofol Montiel. Per piede mancino, fisico minuto, caratteristiche tecniche, sembra Anselmo Robbiati. Il piccolo rifinitore che spopolò negli anni ’90. Andando nello specifico, Tofol è più debole di Robbiati nel tiro da fuori: da fermo e su punizione. Probabilmente superiore nel tocco e nel lancio lungo, Montiel col sinistro ama impostare, Robbiati amava concludere. Entrambi un piacere per gli occhi. In conclusione: le premesse ci sono, di gioco e di tecnica. Commisso è sempre più convinto, Barone passeggia sotto la curva e anch’egli promette. Domenica 18 c’è il Monza per la prima di coppa Italia, sabato 24 tocca al Napoli per l’esordio in campionato. E ne vedremo delle belle. Noi abbiamo fiducia, e voi?