Kean trascina la Fiorentina: duelli vinti, strappi continui e una prestazione di livello contro la Juve
Contro la Juventus, Moise Kean ha disputato una delle sue migliori partite in maglia viola: ha vinto numerosi duelli, ha subìto tanti falli, ha fatto salire la squadra nei momenti di difficoltà e ha c...
Contro la Juventus, Moise Kean ha disputato una delle sue migliori partite in maglia viola: ha vinto numerosi duelli, ha subìto tanti falli, ha fatto salire la squadra nei momenti di difficoltà e ha combattuto su ogni pallone. Eppure resta spesso un uomo solo, poco cercato dai compagni e isolato là davanti, costretto a inventarsi molte situazioni da solo.
C’è però un aspetto della sua gara che ha colpito in modo particolare, evidente già dai primi minuti. Siamo abituati a vedere Kean muoversi soprattutto sul centro-sinistra, zona in cui può rientrare sul destro per calciare: è la sua giocata preferita, quella con cui ha segnato in Nazionale e, di recente, anche contro la Roma in campionato.
Contro la Juve, invece, per almeno un’ora lo si è visto stabilmente sul centro-destra. Una scelta tutt’altro che casuale: Kean aveva individuato in Koopmeiners il marcatore più attaccabile, quello che avrebbe potuto soffrirlo maggiormente nell’uno contro uno.
Non sorprende quindi che entrambe le sue occasioni più nitide siano arrivate proprio da quella zona: una fermata da una grande parata, la seconda dopo uno strappo dei suoi finita sulla traversa, ancora una volta con Koopmeiners a inseguirlo.
Un dettaglio che racconta non solo la prestazione, ma anche la crescita intelligente del giocatore: Kean non si limita a correre e a lottare, studia l’avversario e sceglie dove colpire.
Iconico anche l’episodio al 90’, quando, sfinito, parte palla al piede inseguito da cinque o sei giocatori della Juventus e riesce comunque a conquistare una rimessa laterale.
Anche Vanoli ha elogiato l'attaccante nel post partita: "Ha dimostrato ancora di essere un leader, ha giocato da campione e con grande attaccamento verso la maglia e la situazione. Ora dobbiamo essere più bravi a servire i nostri attaccanti, io per primo."