Non solo i cinesi: secondo quanto ha riportato questa mattina il Corriere dell Sport, infatti, in coda per Nikola Kalinic ci sono anche gli inglesi dell’Aston Villa e quelli del West Ham, entrambi pronti a sborsare 45 milioni di euro in contanti per il centravanti croato. La Fiorentina adesso vacilla, nonostante l’offerta sia solamente 5 milioni inferiore rispetto ai 50 milioni della clausola fissata dai gigliati.

Sarebbe una plusvalenza impressionante, superiore addirittura a quella da 30 milioni ricavata dalla cessione di Alonso dello scorso agosto. Cifre forse esagerate, sia per Alonso, sia per Kalinic, due giocatori dal grande potenziale, ma che in Fiorentina non sono mai riusciti a esprimere un buon calcio con continuità.

Allora, come già fatto con Alonso, i viola potrebbero pure accettare l’offerta da 45 milioni per il loro attaccante titolare. Difficile rinunciare ad una proposta del genere, quasi impossibile rimproverare la società qualora decidesse di accettare.

Il problema, però, non è nella cifra, più o meno alta. Il vero nocciolo della questione sta in ciò che succederebbe dopo. La Fiorentina riuscirebbe a reinvestire i soldi sul mercato, oppure finirebbe per accontentarsi di qualche rincalzo low-cost, come già accaduto per il post-Alonso?

Il passato insegna, perciò questa volta, prima di valutare le offerte per Kalinic, i viola devono accertarsi che tutti i milioni ricavati dall’ipotetica cessione vengano riutilizzati sul mercato invernale, oppure su quello dell’estate del 2017.

I tifosi, infatti, adesso si aspettano che qualsiasi plusvalenza servirà a rinforzare la squadra. Un’ennesima delusione, questa volta, sarebbe troppo difficile da sopportare.
Tommaso Fragassi

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