“Un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa”, si apre così la mattinata del 5 maggio in Italia, con uno striscione recante queste macabre e inammissibili parole, accompagnato da quattro manichini impiccati con le maglie dei giocatori della Roma, il tutto sullo sfondo del bellissimo Colosseo, simbolo della capitale e di un passato glorioso che, volente o nolente, niente ha a che fare con l’Italia di oggi. Da Caput Mundi, a capita cazzis (non crediamo che serva il vocabolario latino per tradurre), esemplari umani di cui la nostra bella penisola è piena, purtroppo.

Quello che è successo ieri a Roma segue cronologicamente gli insulti scritti sui muri per i morti del Grande Torino e, difficile doverlo ammettere, anche lo striscione di minacce nei confronti dei giocatori della Fiorentina appeso martedì allo stadio Franchi.

Tre fatti che, in pochi giorni, vanno ad aggiungersi alle migliaia di commenti degli italiani nei confronti della nuova legge sulla legittima difesa, che autorizza l’uso delle armi in caso di aggressione, ma solo di notte. Niente, dal Referendum del 4 dicembre ad oggi, aveva interessato tanto i nostri concittadini, molti dei quali si sono sollevati chiedendo l’estensione della legittima difesa anche di giorno. Come se possedere una pistola, riposta in un cassetto chissà dove, magari pure smontata, possa salvare le vite in caso di ingresso di ladri in casa.

E attenzione, è sbagliato sottovalutare la violenza “in potenza” da quella “in atto”. In parole povere, è quanto mai errato dire che “Finché i giocatori della Roma non vengano aggrediti, qualche minaccia scritta su uno striscione possa essere considerata innocua”, così come è vietato non indignarsi leggendo alcuni dei recenti commenti di nostri concittadini che predicano di “Sparare a vista” o “Portare la pistola attaccata alla cintura”.

Per non parlare della situazione “sicurezza”. Verrebbe infatti da chiedersi come sia stato possibile, in questo momento storico così ricco di allarmi e di pericoli, che nella Capitale del Paese, davanti al Colosseo, dei normali tifosi abbiano avuto il tempo di appendere uno striscione e di impiccare 4 manichini, senza che nessuno abbia visto nulla e, soprattutto, senza essere stati ripresi da telecamere. In parole povere, se al posto dei tifosi ci fosse stato un terrorista, saremmo tranquillamente potuti saltare in aria, senza nemmeno accorgercene. Poi chi glielo avrebbe spiegato agli aspiranti Clint Eastwood che nessun pistolero avrebbe potuto fermare il pazzo fondamentalista?

Cara Italia, lascia perdere il Far West. Far sentire la propria voce e la propria insoddisfazione è lecito, ma quando una protesta si trasforma in minaccia non c’è scusante che tenga. Specialmente quando si parla di sport, ma non solo.

Tommaso Fragassi

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