Sousa… Maran… Giampaolo, la sconfitta di Milano ha definitivamente dato il via al valzer sul futuro della panchina gigliata.

Era nell’aria da tempo, lo aveva già accennato anche Paulo Sousa, ma mai come in questo momento il tecnico portoghese è stato a rischio.

Sia chiaro, è quasi impossibile che la Fiorentina decida di esonerare il suo allenatore prima della metà di maggio. La conferma o meno di Sousa, infatti, verrà ufficializzata con tutta probabilità dopo la trentottesima giornata di campionato, anche se non è da escludere che la società inizi già adesso a fare le sue valutazioni.

Al di là dei vari nomi che puntualmente ritornano sulle prime pagine, però, quello che sta accadendo intorno a Paulo Sousa ha più l’aspetto di una “caccia alle streghe”, cioè di un’inchiesta tesa non tanto a risolvere un problema, quanto a individuarne il responsabile vero o presunto.

L’origine delle difficoltà della compagine gigliata, infatti, risiede anche nell’allenatore, ma sarebbe riduttivo pensare di sbarazzarsi di tutti i problemi esonerandolo. La questione, infatti, ha radici più ampie di ciò che molti pensano. La rosa della Fiorentina, ad esempio, non è assolutamente un fattore da sottovalutare. Una rosa che, in assenza di anche solo un giocatore chiave come Bernardeschi, non riesce ad esprimere neanche la metà del suo gioco abituale. Una rosa a cui manca un terzino destro da anni, e forse anche un terzino sinistro. Una squadra che avrebbe bisogno di un centrocampista di qualità in più e, magari, anche di un altro difensore.

Sousa, dunque, avrà certo le sue colpe, probabilmente ha sbagliato a cacciare Zarate, oppure ad insistere su Sanchez in difesa, ma ci chiediamo cosa avrebbe potuto fare più di lui uno come Spalletti, o Sarri, o Conte…

Tommaso Fragassi