Il figlio di Segato: "Dimenticata la squadra del ’56. Bisogna dire grazie anche a chi ha fatto la storia"

"Sarebbe bastato anche solo un piccolo filmato per ricordare quegli uomini che hanno portato il primo Scudetto a Firenze"

05 settembre 2026 11:06
Il figlio di Segato: "Dimenticata la squadra del ’56. Bisogna dire grazie anche a chi ha fatto la storia" -
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Nella giornata di ieri aveva riscosso diversi consensi il punto di vista espresso dal Corriere dello Sport-Stadio attraverso un fondo firmato da Alberto Polverosi, nel quale venivano messe in discussione alcune delle scelte della Fiorentina in occasione della serata di sabato dedicata alle celebrazioni per il Centenario del club. A suscitare perplessità, in particolare, è stato lo spazio ritenuto troppo limitato riservato ai protagonisti del passato, soprattutto a quelli legati alle epoche più lontane.

A distanza di un giorno è arrivata una testimonianza che va nella stessa direzione. Alessandro Segato, figlio di Armando Segato, tra i protagonisti della squadra che conquistò il primo Scudetto della Fiorentina, ha scritto una lettera al quotidiano, pubblicata nell’edizione odierna, condividendo le riflessioni di Polverosi e sottolineando il mancato omaggio alla formazione del 1955/56.

«Ho letto il tuo editoriale sul Corriere dello Sport e ho condiviso molto di quello che hai scritto sulla gestione e sull’organizzazione del Centenario. Personalmente, però, c’è una cosa che mi ha lasciato davvero tanta amarezza: non aver visto nemmeno un riferimento alla squadra del 1955/56, quella del primo Scudetto della Fiorentina.

Ti confesso che ci sono rimasto male soprattutto pensando ai familiari di quei giocatori, ormai quasi tutti scomparsi. Non credo che avessero bisogno di dieci minuti di notorietà o di chissà quale celebrazione. Sarebbe bastato anche solo un piccolo filmato, qualche immagine, un minuto per ricordare quegli uomini e dire semplicemente: “Questa è la squadra che ha portato il primo Scudetto a Firenze”.

Parliamo della squadra che vinse il campionato con 12 punti di vantaggio, che arrivò quattro volte seconda, che giocò una finale di Coppa dei Campioni, persa come tutti sappiamo, e che ancora oggi viene ricordata persino nel museo del Real Madrid. E poi due finali di Coppa Italia.
Insomma, sono uomini che hanno fatto la storia della Fiorentina. E dimenticarli completamente proprio nel Centenario, secondo me, è stata una cosa davvero triste.
Forse perché sono particolarmente legato alla storia della Fiorentina, ma credo che la memoria di quelle persone avrebbe meritato almeno un piccolo spazio. Non per loro soltanto, ma anche per i figli e i nipoti che ancora oggi ne custodiscono il ricordo con orgoglio.
Una società può guardare avanti, certamente, ma ogni tanto dovrebbe anche fermarsi a guardare indietro e dire grazie a chi ha costruito la sua storia.
Un caro saluto».