I numeri del disastro Pradè-Pioli-Ferrari: persi 23 punti e 9 posizioni con 90 milioni spesi
La Fiorentina ha messo in mostra una delle stagioni più dolorose degli ultimi anni, questi i numeri del fallimento
Si è conclusa una delle stagioni più disastrose della storia della Fiorentina, stagione iniziata con prospettive di Champions e che a Gennaio vedeva il club viola costretto a riscrivere i libri di statistica per salvarsi. Una stagione che certifica il fallimento totale della precedente gestione tecnica, difficile trovare in Serie A un fracasso così rumoroso come quello viola.
Partiamo dai numeri, la Fiorentina ha chiusa la stagione con 23 punti in meno dell'anno precedente e 9 posizioni perse. Dal 6° posto con 65 punti al 15° con 42 punti. Il tutto con un mercato estivo fatto in pompa magna, più di 90 milioni spesi e ritoccato con Piccoli il record di aqcuisto più oneroso della storia del club. Anche a livello d'ingaggi: Kean rinnovato a 5 milioni, De Gea a 3.5 e il triennale da 3 milioni fatto firmare a Pioli.
Ma non è finita qui, nonostante i tanti soldi spesi la rosa della Fiorentina ha subito una svalutazione di 60 milioni di euro. Anche qui nessuno ha fatto peggio in Serie A. Ed è bene ricordarsi i nomi dei responsabili di questa stagione disastrosa della Fiorentina, indubbiamente Pradè e Pioli sono i volti di questo disastro. Un DS che ha fatto mercato solo acquistando dai procuratori amici e che ha abbandonato la nave che stava affondando proprio nel momento di maggior difficoltà. Un allenatore che dal primo a l'ultimo giorno non ci ha mai capito niente e che non ha avuto nemmeno la dignità di fare un passo indietro.
E non si può togliere dai responsabili il nome del DG Alessandro Ferrari. Infondo in questi anni è stato proprio lui più volte a ribadire: "Siamo io, Pradè e Commisso." Quest'anno inoltre il DG si è macchiato più volte di dichiarazioni sconcertanti, tipo "Al Viola Park si respira una bellissima atmosfera" con i viola ultimissimi in panchina e che da lì a poco avrebbero distrutto lo spogliatoio a Reggio Emilia.
E pensare che un anno fa di questo periodo proprio Ferrari e Pradè si presentarono in conferenza stampa a fine stagione e scelsero di rispondere alle domande sulla delusione dei tifosi per la loro gestione con un'arroganza e una sicumera. una scelta comunicativa che onestamente si fatica a spiegare, oggi a riguardare quella conferenza con il senno di poi viene da ridere. Fu Palladino il giorno dopo a dare le dimissioni e a coprirli di ridicolo, l'antifona di quello che sarebbe successo poi nella stagione.
E infine non si può non citare la proprietà Commisso. Chiaramente hanno passato momenti difficili complice la dolorosa scomparsa del Presidente Rocco Commisso, ma se una società va a rotoli la proprietà non può essere priva di responsabilità. Soprattutto se non fa nulla per migliorare la situazione dopo anni che tutto l'ambiente fa suonare l'allarme. Questa stagione non può passare in sordina ma deve insegnarci qualcosa e non ci si può scordare di chi sono i responsabili