Grosso non c'entra niente con Fabregas: è più vecchio e il suo calcio è più scolastico. Ma è in crescita

Paratici che fin qui gode di una fiducia smisurata della piazza si è giocato tanto andando su un profilo del genere

27 maggio 2026 19:15
Grosso non c'entra niente con Fabregas: è più vecchio e il suo calcio è più scolastico. Ma è in crescita - Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Fabio Paratici ha scelto il nuovo allenatore della Fiorentina: si tratta di Fabio Grosso. Per lui è pronto un contratto biennale con opzione, sarà lui dunque ad aprire il nuovo corso viola. Non più giovanissimo, compirà 49 anni a Novembre ha ormai diverse stagioni alle spalle non tutte esaltanti condite da 4 esoneri in situazioni difficili.

Curriculum e carriera

Ha iniziato nel settore giovanile della Juventus dove proprio lo stesso Paratici gli ha dato l'opportunità di iniziare ad allenare. La sua prima stagione tra i professionisti arriva nel 2017/2018 anno in cui guida il Bari al 6° posto e viene eliminato ai playoff dal cittadella. Una buona prima stagione con una media punti di 1,60. Poi passa al Verona dove viene esonerato a poche giornate dalla fine con la squadra a un passo dai playoff, con la media punti di 1,40.

Nel 2019 arriva il suo esordio in Serie A con il Brescia, esordio breve visto che viene esonerato dopo 3 partite, tutte perse. Poi il fallimento più grande a Sion dove viene esonerato con la squadra penultima dopo 20 giornate con una media punti di 1 punto a partita. Da lì la rinascita con il passaggio al Frosinone, subentra a metà stagione e termina 10°. L'anno successivo perde i play-off all'ultima giornata per gli scontri diretti a favore, mentre il 3° anno vince la Serie B e c'entra la promozione, traguardo che gli vale la panchina d'Argento. Nei 3 anni con il club laziale ottiene una media punti di 1,86 a partita. L'anno dopo subentra a Lione dove viene esonerato dopo 7 giornate con 5 punti ottenuti, rimane coinvolto in una sassaiola al pullman del club e resta gravemente ferito in viso. Segnale di un ambiente piuttosto compromesso.

Infine l'esperienza a Sassuolo, vince la Serie B con il record di gol mentre quest'anno ha guidato i neroverdi a una salvezza tranquilla chiudendo a 49 punti. Con il Sassuolo 81 partite e una media punti di 1,71 a partita.

Il suo curriculum ci dice che è un allenatore sicuramente in crescita, il grosso delle esperienze negative sono tutte nella prima parte di carriera. Gli ultimi anni tra Frosinone e Sassuolo ha praticamente sempre fatto bene anche se ha avuto bisogno di carburare soprattutto a Frosinone dove per un anno e mezzo è andato a singhiozzo. L'ultima volta che ha fatto il salto in avanti però ha fallito, ma onestamente la situazione del Lione era così grave che forse la scelta migliore sarebbe stata non andare. Resta il fatto però che nonostante un curriculum lungo ha solo un anno di Serie A fatto bene, dove ha comunque chiuso con 17 sconfitte.

Stile di gioco e comunicazione

C'è chi pensa che Grosso sia un profilo alla Fabregas, ma la realtà è ben diversa. Grosso non è un'allenatore particolarmente evoluto e coraggioso ma anzi propone un 4-3-3 piuttosto scolastico. I 3 attaccanti fissi in alto a dare ampiezza, un regista con due mezzali fisiche pronte a inserirsi e una difesa a 4 a zona orientata a mandare il pallone sull'esterno a concedere il cross. In fase di possesso nessuno scamboi di posizione, giocate semplici e poco rischiose e niente di particolarmente evoluto. Così come la pressione, il Sassuolo non è mai uscito in pressione sull'avversario ma anzi ha sempre lasciato l'iniziativa agli avversari aspettando dentro la propria area di rigore. A testimonianza di ciò il Sassuolo ha chiuso la stagione con un possesso palla medio del 46%. Sia chiaro il calcio di Grosso è sicuramente gradevole e non è certamente l'anticalcio, ma non è niente di innovativo e coraggioso, nulla a che vedere con Fabregas appunto.

Una scelta, quella di Paratici, che non scalda la piazza ed è inutile nascondersi, Grosso non è un nome che fa sognare. Va detto che l'allenatore è bene che lo scelga il DS in autonomia e non la piazza e che se c'è qualcuno che conosce bene il neo allenatore viola è proprio Paratici visto che lo ha lanciato lui. Altrettanto vero però che lo scetticismo della piazza non aiuterà in un momento storico in cui serve ripartire e l'entusiasmo è praticamente a 0.

E nemmeno Grosso sarà una risorsa in tal senso, comunicativamente non è uno che accende le folle ma anzi è piuttosto da 0-0, tante frasi fatte per non rischiare di commettere errori, il classico aziendalista. L'unica sua uscita rilevante stata quando ha rivelato che ama tappezzare il centro sportivo con lavagnette con frasi motivazionali. Servirà dunque il mercato a dare animo e ci sarà tanto lavoro da fare, partendo dagli esterni d'attacco di cui la Fiorentina è sprovvista visto che sono fondamentali per Grosso. Possono tornare utili sicuramente Brescianini e Ndour che hanno caratteristiche simili a Thortsvedt che è stato uno dei giocatori chiave del Sassuolo.

Paratici che fin qui gode di una fiducia smisurata della piazza si è giocato tanto andando su un profilo del genere. Un "grosso" rischio che deve essere bravo a saper accompagnare, con la speranza che possa essere il salto di qualità definitivo di un allenatore che fin qui non ha mai convinto a pieno. Certo è che chi si aspettava un allontanamento di Vanoli per prendere un profilo migliore è rimasto deluso, il livello ad oggi è quello