Giaccherini: "Fagioli e Oulaï possono giocare insieme, ma alla lunga si contenderanno il posto"

L'ex centrocampista analizza le alternative di Vanoli in mediana, elogia le qualità del giovane Oulaï e indica la concorrenza con Fagioli.

30 ottobre 2026 16:40
Giaccherini: "Fagioli e Oulaï possono giocare insieme, ma alla lunga si contenderanno il posto" -
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L'ex calciatore Emanuele Giaccherini, oggi opinionista per DAZN, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per commentare il pareggio ottenuto dalla Fiorentina contro l'Atalanta. Nell'analisi della prestazione viola, si è soffermato sulle difficoltà difensive della squadra di Paolo Vanoli, sulle prospettive di crescita di Oulaï e sulle qualità dei singoli in fase offensiva.

Giaccherini: "Nel secondo tempo si è vista una Fiorentina diversa"

Secondo Giaccherini, la formazione viola dispone di talento e qualità nell'uno contro uno, ma deve ancora trovare il giusto equilibrio. La giovane età di diversi elementi e la necessità di individuare la combinazione ideale tra i giocatori rappresentano aspetti sui quali l'allenatore dovrà continuare a lavorare.

"Tanti errori difensivi, questa squadra è costruita sul talento dei giocatori, sull'uno contro uno: la Fiorentina è prima in Italia per dribbling riusciti, ma è una squadra giovane. Vanoli deve ancora trovare l'assemblaggio ideale, ieri dopo il primo gol dell'Atalanta Krstovic ha avuto subito l'occasione per raddoppiare: un po' sulla falsa riga della gara col Como con la differenza che De Gea l'ha parata. Nel secondo tempo si è vista una Fiorentina diversa”.

Oulaï e Fagioli, un solo posto a disposizione

Uno dei temi centrali dell'intervento riguarda la competizione tra Oulaï e Fagioli. Giaccherini considera il giovane centrocampista ivoriano un elemento importante per la squadra, pur sottolineando la necessità di migliorare alcuni aspetti del suo gioco. L'ex nazionale italiana ha inoltre analizzato la possibilità di schierare contemporaneamente i due centrocampisti, ipotizzando però che, nelle gerarchie, possano contendersi principalmente una maglia.

“Il cambio di Fagioli ci ha spiegato Vanoli che è stato tattico. Oulaï è un giocatore che ha fatto molto bene al Mondiale ed è un ragazzo di grande prospettiva. In quel ruolo lì serve come il pane alla Fiorentina, ma deve migliorare ancora nella costruzione e nei tempi di gioco, però si fa sentire la sua presenza: è un giocatore fisico, che ha gamba e legge bene le situazioni nonostante la giovane età, è un'ulteriore conferma per Vanoli".


"Il doppio play con Fagioli mezzala? All'occorrenza sì… ma credo che Fagioli e Oulaï si contenderanno un posto. Quando rientrerà Atta, credo che le mezzali saranno Atta, Ndour o Brescianini. Il 4-3-2-1 può essere il modulo ideale per la Fiorentina, anche se ne fa un po' le spese Gonçalves. O lo metti al posto di Mastantuono o di Njie. Ci ha provato Vanoli a metterlo col Como, ma si perde l'equilibrio, che è la priorità per la Fiorentina. I giocatori che fanno la differenza in avanti ci sono”.

Njie convince in fase difensiva, Mastantuono può accendere la luce

Giaccherini ha espresso anche il proprio giudizio su Njie e Mastantuono, soffermandosi sulle differenti caratteristiche dei due giocatori. Il primo lo ha convinto per il contributo dato anche in fase di non possesso, mentre per l'argentino ha evidenziato la capacità di creare occasioni e dare imprevedibilità alla manovra offensiva.

Secondo l'opinionista, Mastantuono deve però imparare a gestire meglio le diverse situazioni di gioco, scegliendo quando cercare la giocata individuale e quando, invece, favorire lo sviluppo dell'azione attraverso un passaggio.

“La Fiorentina attacca in un modo a destra e in un altro a sinistra. Njie in campo aperto è devastante. Ieri mi è piaciuto in fase difensiva, così come Mastantuono. Mastantuono vuole più la palla sui piedi e spesso tende ad accentrarsi per lasciare spazio a Jimenez.
Sono due giocatori diversi, ma quello che accende la luce nella Fiorentina è Mastantuono: a mio avviso ieri è stato anche sfortunato perché poteva segnare, ma deve iniziare a capire quando c'è da scaricare e andare e quando c'è da trovare la soluzione personale, il calcio italiano è difficile e devi giocare con intelligenza”.