Gazzetta: "Caos Italia, se Pirlo dovesse saltare, Maldini valuterebbe di fare un passo indietro"

Il dietrofront su Andrea Pirlo potrebbe avere ripercussioni sulla permanenza di Maldini appena arrivato nel ruolo di DT della Nazionale

26 luglio 2026 22:37
Gazzetta: "Caos Italia, se Pirlo dovesse saltare, Maldini valuterebbe di fare un passo indietro" -
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E adesso? Cosa succederebbe se davvero saltasse la nomina di Andrea Pirlo a nuovo commissario tecnico della Nazionale? Al momento è difficile dirlo. Però è chiaro che la scelta di un altro ct potrebbe anche cambiare gli scenari del nuovo (anzi nuovissimo) corso della Federcalcio, che si è aperto - ricordiamolo - all’insegna delle parole “condivisione totale” pronunciate nel punto stampa in coda all’Assemblea di Lega. Ma andiamo con ordine.Fallito l’assalto a Pep Guardiola, il direttore tecnico Maldini e l’advisor Leonardo avevano proposto un solo nome per il rilancio della Nazionale: Andrea Pirlo. Calcio moderno, progetto a lungo termine, nessun problema di extra-budget per l’ingaggio. Proprio quando sembrava avvicinarsi la fumata bianca, ecco il colpo di scena: una questione di opportunità che è diventata anche un caso politico. Non esattamente un ostacolo da niente per un neo eletto presidente federale. I legami con la società di scommesse russa Fonbet (di cui è global ambassador) e con l’oligarca Sergey Lomakin (attuale presidente dello United Fc) hanno aperto un vero e proprio caso nazionale, difficilmente aggirabile. Uno scenario a cui Paolo Maldini - uomo di calcio e di campo - non era certo preparato: il polverone montato nelle ultime ore lo avrebbe lasciato di stucco. Se prima infatti avrebbe dovuto garantire per Pirlo da un punto di vista tecnico, cosa che peraltro rientra pienamente nei suoi oneri, ora si trova costretto a giustificare la propria scelta anche a un mondo a lui totalmente estraneo, quello della politica. Un contesto in cui invece Malagò, per esperienza personale e professionale, sa muoversi con destrezza. Per questo - alle prime voci sull’incompatibilità di Pirlo con il nuovo ruolo - avrebbe iniziato subito a guardarsi intorno, provando anche a sondare il terreno con Maldini. Perché non Mancini o Conte? Risposta negativa del direttore tecnico, che vuole un allenatore moderno e che, soprattutto, sposi un progetto a lungo termine: Conte viaggia a una media di una squadra cambiata ogni due anni, Mancini invece non convince ancora per il modo in cui ha detto addio alla Nazionale nel 2023. L’idea che comincia a serpeggiare nella testa di molti (chissà se anche in quella di Maldini…) è che la bocciatura ‘politica’ di Pirlo possa essere un pretesto per aggirare la scelta presa dal direttore tecnico. Che, detto in franchezza, aveva spiazzato sia i vertici federali che l’opinione pubblica, che dopo tre Mondiali da spettatori si aspettava un altro tipo di profilo. Prime crepe in vista? È presto per dirlo. Di sicuro Maldini aveva accettato la proposta di Malagò dopo un lungo corteggiamento solo in seguito all’ok per poter scegliere il nuovo ct. Era principalmente quello il nodo di una trattativa lunga e complessa. L’ex rossonero ha sempre avuto un carattere forte e deciso, lo ha dimostrato tante volte nel corso della sua carriera, dentro e fuori dal campo. Ritenuta insanabile la frattura con il presidente del Milan Gerry Cardinale, ha preferito l’uscita di scena alla convivenza forzata. A maggior ragione quando è venuta meno la possibilità di poter prendere decisioni in autonomia. In questo caso però, la figura decisiva potrebbe essere quella di Leonardo. Tecnicamente è un advisor, ossia un consigliere. Nella realtà dei fatti potrebbe trovarsi a fare da mediatore tra le parti nel caso (neanche poi troppo remoto) le cose dovessero prendere una brutta piega come riportato da Gazzetta.it