Galli fiducioso su Atta: "E' un giocatore magico, ha sofferto l'indecisione di una posizione non definitiva"
Dall’inizio della stagione lo si è visto mezz’ala di contenimento, centrale di centrocampo con licenza di spingere e anche sottopunta.
La sosta, la lunga sosta, come periodo da sfruttare per arrivare all’intesa se non perfetta, almeno giusta. I lavori in corso in casa viola, per il loro inserimento nella casa viola, procedono ma ci sono ancora alcuni (diversi) punti da perfezionare. Limare. Con l’obiettivo di trasmettere alla squadra e all’allenatore il meglio. Sia sul piano del rendimento, sia sia su quello della partecipazione alla manovra. Per Viery e Atta, insomma, la fermata del campionato rappresenta il momento migliore per puntare a far combaciare la qualità che si portano dentro con le esigenze della Fiorentina.
Cominciamo da Viery. Il difensore brasiliano continua il suo ’studio’ del calcio italiano. Inserimento mai banale per un giocatore che ha sempre lavorato con il pallone sudamericano. Viery, dal ritiro in poi, superando anche il periodo critico della gestione-Grosso, è stato calato da Vanoli in un riolo prezioso: il terzino aggiunto per la fascia sinistra. L’impegno è alla luce del sole, il rendimento (vedi la prestazione con il Napoli), meno.
Capitolo Atta. A sprazzi ha già fatto vedere la stoffa pregiatissima che si porta dentro. L’ex Udinese è un talento sul quale prima Grosso e poi Vanoli hanno lavorato molto. Tatticamente molto disciplinato potrebbe aver sofferto l’indecisione di una posizione tattica non ancora definitiva. Dall’inizio della stagione lo si è visto mezz’ala di contenimento, centrale di centrocampo con licenza di spingere e anche sottopunta. Atta può fare bene tutte queste fasi ma una collocazione definitiva o comunque con maggiore continuità potrebbe aiutarlo a inventarsi più magie. Perché Atta è un giocatore magico. Senza se e senza ma.
Lo scrive stamattina Riccardo Galli su La Nazione (QS)