Futuro Vanoli: la società ha un’opzione per il rinnovo fino al 30 maggio. Due settimane fa c’è stato un incontro

La situazione relativa alla permanenza o meno del tecnico sa entrando nella sua fase decisiva. Due settimane fa Vanoli ha incontrato la dirigenza.

23 maggio 2026 16:03
Futuro Vanoli: la società ha un’opzione per il rinnovo fino al 30 maggio. Due settimane fa c’è stato un incontro -
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La stagione della Fiorentina si chiude con un sospiro di sollievo più che con soddisfazione. Perché salvarsi non può mai essere considerato un traguardo per una piazza come Firenze, ma a novembre la realtà era diventata così drammatica da far sembrare la permanenza in Serie A quasi un miraggio. 4 punti in dieci giornate, una squadra spenta, fragile, incapace di reagire. I numeri dicevano che nessuno, nella situazione della Fiorentina, era mai riuscito a salvarsi. E infatti, fuori da Firenze, in molti avevano già scritto il finale della storia.

Invece il finale è stato diverso. Non glorioso, certo. Non entusiasmante. Ma diverso. La Fiorentina ha evitato il disastro sportivo ed economico della Serie B, che avrebbe significato anni difficili da ricostruire. Lo ha fatto attraverso una rincorsa lunga, sofferta, spesso contraddittoria, ma comunque sufficiente per restare aggrappata alla categoria. E in mezzo a questa risalita c’è inevitabilmente la figura di Paolo Vanoli.

Il tema sul banco da settimane è sempre il solito: confermarlo oppure ripartire ancora una volta da zero? La società ha un’opzione per la prossima stagione che scade il 30 maggio e il tempo delle riflessioni sta entrando nella sua fase decisiva. Due settimane fa c’è già stato un incontro tra tecnico e dirigenza, ma le parole pronunciate ieri da Vanoli in conferenza stampa raccontano molto più di quanto sembri. “Gli ho detto come vorrei a livello di struttura societaria la futura Fiorentina. Non abbiamo parlato di squadra. Io gli ho presentato quello che secondo me serve per migliorare tutto”.

È una frase importante, perché sposta il discorso oltre il mercato e oltre i singoli giocatori. Vanoli sembra chiedere soprattutto chiarezza, organizzazione, una struttura forte. E forse è proprio questo il punto centrale. La Fiorentina degli ultimi anni - tolto il triennio di Italiano - ha spesso dato l’impressione di vivere di continue ripartenze, cambiando allenatori, idee e riferimenti senza mai costruire davvero continuità. Per questo la scelta sul tecnico non può limitarsi a un semplice giudizio sui risultati.

Vanoli, nel bene e nel male, ha preso una squadra che sembrava condannata e l’ha portata fuori dalla zona morta della classifica. Non abbastanza per parlare di stagione positiva, ma abbastanza per meritarsi almeno una riflessione seria. Anche perché cambiare ancora significherebbe ricominciare tutto da capo: nuovo allenatore, nuove richieste, nuovi tempi di adattamento. Dall'altro canto, Vanoli è il simbolo di una stagione fallimentare, e molti sarebbero comunque contenti di salutare l'allenatore e ringraziarlo, per prendere poi strade diverse.

Le sue ultime parole sembrano quasi un messaggio finale alla società: “Voglio rimanere perché conto che ci sia una Fiorentina di livello. Ma rispetto ogni scelta”. Tradotto: resto se c’è la volontà di costruire qualcosa di credibile. Naturalmente, se si dovesse decidere di continuare insieme, le due parti potrebbero anche lavorare ad un nuovo accordo.

La salvezza ha evitato il precipizio. Adesso però serve capire se la Fiorentina vuole semplicemente sopravvivere o tornare davvero ad avere un’ambizione.