A nove giornate dal termine del campionato, la matematica non ha ancora condannato la Fiorentina a non qualificarsi per la prossima Europa League. Cinque i punti di distacco dal Milan settimo e sette dall’Atalanta e dall’Inter sono molti, tuttavia non possono ancora definirsi troppi.

Certo, per superare una delle tre squadre sopracitate, i viola dovrebbero vincere almeno due partite in più dei rivali, impresa ardua con sole nove gare a disposizione. Praticamente, la compagine gigliata avrebbe bisogno di infilare una striscia positiva come mai prima d’ora nelle ultime cinque stagioni almeno.

L’impressione, invece, è che la Fiorentina abbia rallentato il ritmo da diverso tempo, come dimostrano le ultime due vittorie contro i modestissimi Cagliari e Crotone ottenute sul filo di lana, dopo prestazioni assolutamente incolore.

Firenze si lamenta che la squadra e Sousa abbiano staccato la spina, ma nel frattempo sono in molti quelli che pensano già all’anno prossimo, come se il campionato 2016/2017 fosse matematicamente concluso anzitempo.

Dalla società ai tifosi, quasi tutti parlano già di “nuovo allenatore”. Spalletti, Donadoni, Pioli, Di Francesco, il valzer dei nomi è partito da tempo, ma sulla panchina gigliata siede ancora Paulo Sousa che, invece, dovrebbe essere chiamato quantomeno a provare il miracolo.

Come è possibile, però, aspettarsi un’impresa dal tecnico portoghese, se a Firenze già si parla di futuro allenatore? Come è possibile pretendere la qualificazione in Europa League dalla squadra, se in società hanno cominciato a prendere decisioni sui rinnovi dei prestiti?

E’ giusto programmare in anticipo “per non farsi cogliere impreparati”, ma sarebbe comunque opportuno evitare di esporsi in modo così esplicito. In estate, allora, c’è da aspettarsi una vera rivoluzione che, considerando tutta questa smania di affrettare i tempi, sarà completa entro Ferragosto, e non a settembre con ancora un paio di giocatori da comprare, come successo di recente.

Tommaso Fragassi

 

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