Fiorentina, Vanoli è tornato dopo tre sconfitte: il vero errore è averlo lasciato andare in estate
Fiorentina, tre sconfitte e zero punti con Grosso: perché il ritorno di Vanoli riapre la domanda su una scelta fatta in estate.
Paolo Vanoli è tornato a varcare i cancelli del Viola Park lo scorso 7 settembre in mattinata. Nessuna conferenza di presentazione, nessun proclama: nel primo pomeriggio ha già diretto il suo primo allenamento con la squadra che aveva guidato alla salvezza solo pochi mesi prima.
Fabio Grosso, arrivato l'8 giugno, è stato esonerato dopo appena tre giornate: 4-0 contro la Roma, 3-0 contro il Frosinone nel giorno del centenario del club, poi il ko per 2-1 col Torino. Zero punti, nove gol incassati, uno solo segnato: la Fiorentina si è ritrovata ultima in classifica, sola. Probabilmente tenere Vanoli sin dall'inizio, anziché richiamarlo dopo tre giornate, avrebbe risparmiato alla Viola quel primato negativo, ribaltando il pronostico di tutti i siti di scommesse comparati nell'articolo di calcioefinanza.it, oltre che quello dei tifosi gigliati che vedevano la loro squadra almeno in lotta per le posizioni che valgono l'Europa. Un crollo evitabile, considerando che la società aveva scelto di non blindare Vanoli in estate, puntando invece su Grosso.
Il ritorno, va detto, è stato gestito con la stessa sobrietà del suo primo approdo a Firenze: niente conferenza stampa alla vigilia della sua prima partita della seconda esperienza in Viola, iniziata meno di un anno dopo la prima.
Il precedente
Non è la prima volta che Vanoli arriva a stagione in corso per rimettere ordine. Il 4 novembre 2025 la Fiorentina aveva esonerato Stefano Pioli dopo zero vittorie nelle prime dieci giornate, un record negativo mai toccato prima nella storia del club, arrivato dopo la sconfitta contro il Lecce. Dopo la breve gestione di Daniele Galloppa, la panchina passò proprio a Vanoli: da una media di 0,52 punti a partita nella seconda parte del 2025, la squadra salì a 1,73 punti a gara dal gennaio successivo, chiudendo la stagione al 15° posto dopo un girone di ritorno da zona Europa.
C'è anche chi guarda oltre la panchina. Per il giornalista Enrico Bucchioni, le vere responsabilità sono da cercare nella gestione societaria, nelle scelte di mercato e di staff arrivate prima ancora del fischio d'inizio, più che nell'uomo messo in panchina: il nodo, secondo questa lettura, è la struttura che ha guidato il mercato estivo, con Andrea Paratici indicato come primo responsabile della scommessa Grosso. Una lettura che pesa quanto le sconfitte, perché riguarda decisioni prese mesi prima che iniziasse il campionato.
È soprattutto questo precedente ad alimentare le attese dei tifosi viola: chi ha visto la squadra risalire dalla lotta salvezza a un rendimento da zona Europa in pochi mesi si aspetta ora una scossa altrettanto rapida, anche se la situazione di partenza è già più critica, zero punti dopo tre giornate, non dopo dieci. Nel tratto più convincente di quella rimonta, a partire dal 7 febbraio, la Fiorentina aveva viaggiato per nove partite a un ritmo da zona Champions, diciotto punti conquistati: un precedente che a Firenze nessuno ha dimenticato.