Figuraccia della FIGC: Maldini e Leonardo a rischio dimissioni. Il loro progetto è durato 10 giorni
Il nuovo progetto firmato Malagò e Maldini rischia di saltare subito
Nel paese di sessanta milioni di ct non si riesce a individuare un ct. Quella di Pirlo sembra una storia da Kafka: non c’è giocatore degli ultimi trent’anni che abbia goduto della stessa ammirazione totale, simbolo del bel calcio, amato anche da chi era abbattuto dai suoi colpi in campo. Sono stati in qualche modo divisivi tutti gli altri big, Buffon e Totti, Del Piero e Cannavaro, Nesta e Jorginho, ma Pirlo no. Oggi però Pirlo è sotto tiro totale, e lui stesso in mattinata si è smarcato sui social dalla panchina azzurra. Nessuna nomina ha mai ricevuto tante critiche: la questione della sponsorizzazione russa ha dato il colpo definitivo alla sua candidatura, Pirlo è diventato un effetto collaterale dell’invasione in Ucraina. E ora?
Di tutti gli scenari, il più credibile contempla le contestuali dimissioni del dt che l’ha scelto, Paolo Maldini. Perché sarebbe una sconfessione della sua idea. Il rischio è ritrovarsi all’improvviso senza ct e senza direttore tecnico, tornando indietro di un mese, all’elezione di Giovanni Malagò. Se il presidente ha cercato Maldini — e ha fatto benissimo, perché un calciatore “pensante” era indispensabile — l’impressione è che ne cercherà subito un altro, prima di nominare un ct. Oddio, non è scritto nelle Tavole: Malagò potrebbe anche fare da sé e il nome più probabile per la panchina sarebbe quello di Roberto Mancini. Però è anche lui divisivo, oggi, per il precedente dell’addio improvviso alla Nazionale. La Serie A è contro: non sarebbe facile impostare un lavoro comune.
Se invece Malagò decidesse di essere coerente con il suo progetto a lunga scadenza, servirebbe urgentemente un nuovo “braccio destro” esperto di calcio. Non ce ne sono tanti in giro. L’identikit corrisponde a un altro ex giocatore “pensante”, capitano dell’Italia campione d’Europa, due lauree e oggi dirigente della Juve: Giorgio Chiellini. Da luglio Chiellini ha cambiato ruolo nel club bianconero. Era capo delle relazioni istituzionali, oggi è Chief Club Affairs Officer che, qualsiasi cosa significhi, prevede compiti meno “di campo” e più dirigenziali.
Domani, in qualità di dirigente federale, Chiellini sarà a Roma. Se la situazione dovesse precipitare, potrebbe anche ricevere la proposta indecente: abbiamo bisogno di te. Sarebbe una bella scossa, non del tutto inattesa, e obbligherebbe Chiellini a riflettere seriamente sul suo futuro personale e poi su quello della Nazionale. Chiellini è rimasto impressionato dal discorso di Maldini e Leonardo, e l’ha detto subito dopo la conferenza: "Sono le persone giuste per ripartire. Servono un po’ di cambiamenti, ma credo che pian piano siano in atto. Paolo merita piena fiducia". Parole pronunciate quando per Pirlo ct sembrava soltanto questione di dettagli e nessuno sospettava che irrompesse la storia dello sponsor di scommesse russo. Lo scrive la Gazzetta dello Sport