Ferrari punta in alto: "L'Europa è pur sempre l'Europa, vogliamo regalare un sogno ai nostri tifosi".
Il direttore generale della Fiorentina ha ricordato anche il Presidente Commisso: "Rocco sarebbe stato felice di vivere questo momento".
Alessandro Ferrari ha parlato del presente e del futuro della Fiorentina dal palco del Festival dello Sport di Trento, soffermandosi anche sul rapporto con la famiglia Commisso, sul Viola Park e sui lavori per il nuovo stadio.
Il direttore generale viola ha innanzitutto ricordato le celebrazioni per il centenario della Fiorentina e il ritorno a Firenze di alcune figure importanti della storia del club. «È stato bellissimo invitare allenatori e giocatori del passato alle celebrazioni del centenario. Alcune persone che mancavano da venti o trent'anni sono tornate a Firenze. Rui Costa ci ha ringraziato, aveva una grande voglia di tornare a salutare i tifosi e i suoi ex compagni».
Ferrari ha poi sottolineato il significato che la famiglia Commisso ha voluto dare a questo importante anniversario: «Oggi siamo noi a festeggiare questo centenario, ma è importante comprenderne i valori. Giuseppe Commisso ha voluto che rappresentasse anche un momento di rinascita dal punto di vista sportivo. Cercheremo di non deludere nessuno».
Un passaggio significativo è stato dedicato a Rocco Commisso: «Ci è mancato tantissimo e sarebbe stato felice di vivere questo momento. Avrebbe reso semplici tante cose, affrontava tutto con grande naturalezza. Le parole di Catherine e Giuseppe sono state molto belle. Con la Fiorentina ha voluto fare un regalo che purtroppo ha potuto godersi soltanto in parte, ma sua moglie e suo figlio stanno portando avanti il suo sogno. Sono sicuro che Rocco sarebbe molto contento».
Il dg viola ha quindi parlato del Viola Park, uno dei progetti più importanti realizzati dalla proprietà: «Rocco si era accorto immediatamente che mancavano strutture adeguate e che eravamo sparsi in diverse zone di Firenze. Insieme a Joe Barone ha individuato i terreni e ha realizzato una sorta di campus americano. È un posto bellissimo e tutti i giocatori ne parlano molto bene. Hanno voluto dare una casa alla Fiorentina, che resterà a Firenze indipendentemente da chi sarà il proprietario della società».
Poi il riferimento agli investimenti e al rapporto di fiducia con la proprietà: «Avere alle spalle una famiglia così seria e importante ti mette nelle condizioni di fare del tuo meglio. Abbiamo investito nuovamente molto sul mercato, abbiamo ricevuto la fiducia del presidente e ora dobbiamo dimostrare di meritarla».
Infine, una battuta sui tempi dei lavori allo stadio: «Il Viola Park è stato realizzato in due anni. Speriamo di riuscire a completare il prima possibile anche i lavori sullo stadio, così da permettere a chi viene a vedere la Fiorentina di non trovarsi davanti a un cantiere».
Ferrari ha poi spiegato il rapporto tra la dirigenza e la famiglia Commisso nelle scelte societarie: «Rocco è stato coinvolto fino all'ultimo. Abbiamo discusso insieme delle soluzioni da adottare per superare le situazioni più complicate. È successo con il cambio da Pioli a Vanoli e anche quando abbiamo scelto Fabio Paratici. Con la famiglia Commisso c'è sempre stata condivisione e l'ultima parola spetta sempre a loro. Noi presentiamo le soluzioni e ne valutiamo vantaggi e svantaggi».
Sul lavoro di Vanoli ha aggiunto: «Sta facendo lavorare molto i ragazzi, conosce bene Firenze e ha una carica incredibile».
Il dg ha quindi parlato del progetto sportivo e delle basi gettate dalla società: «Abbiamo cercato di costruire un gruppo equilibrato, mettendo insieme giovani e giocatori di esperienza. Con Paratici abbiamo provato a guardare un po' più avanti: età e funzionalità rispetto alle esigenze della squadra sono stati due parametri fondamentali. Crediamo di aver creato delle basi che potranno essere utili anche negli anni futuri».
Non è mancato un riferimento al sogno di conquistare un trofeo: «È qualcosa che manca tanto alla città e a noi. Ci siamo andati vicini con tre finali, ma vincere è sempre complicato. Vogliamo regalare un sogno ai nostri tifosi. È un obiettivo che abbiamo in testa, anche se non deve trasformarsi in un'ossessione. Sono passati venticinque anni dall'ultimo trofeo e possiamo soltanto immaginare cosa significherebbe per Firenze. Stiamo cercando di costruire qualcosa di bello».
Infine, Ferrari ha parlato dell'obiettivo europeo e del cambio in panchina: «L'Europa è sempre l'Europa, i posti disponibili sono pochi e quest'anno dobbiamo affrontare una scalata importante, con la mentalità giusta. Se possiamo sognare di vincere qualcosa, possiamo anche pensare di tornare in Europa, ma servono tempo e lavoro quotidiano».
Sul cambio di allenatore, ha concluso: «Era necessario assumersi delle responsabilità e cercare una strada che potesse restituire fiducia ai giocatori e all'ambiente. L'anno scorso siamo arrivati a quella decisione a novembre ed è stato tutto molto complicato. Quest'anno vogliamo disputare un campionato diverso, senza alibi. Nel calcio, però, queste situazioni possono succedere».