Ferrara su Mastantuono: "Sembra più affezionato alla maglia di tanti mezzi giocatori passati di qui"

re. Ma quando decidono di togliervi il pallone da davanti agli occhi per tre settimane la vita è meno vita di sempre. Beh, dai, questa maledetta sosta sta per finire

03 ottobre 2026 09:58
Ferrara su Mastantuono: "Sembra più affezionato alla maglia di tanti mezzi giocatori passati di qui" - Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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E’ dura eh. Ammettetelo, questa sosta vi ha messo alla prova. E meno male che è stato un inizio autunno dolce, per cui molti non si sono negati un salto al mare. Ad altri è toccato un salto all’Ikea o chissà dove. Questione di karma. Si chiama addiction, dipendenza. Da Fiorentina, in questo caso. Ne siete coscienti da sempre. Ma quando decidono di togliervi il pallone da davanti agli occhi per tre settimane la vita è meno vita di sempre. Beh, dai, questa maledetta sosta sta per finire. Ma intanto bisogna affidarsi a un soundtrack fatto di parole. E alcune di queste ti rincuorano.

Dice Franchino: «Firenze mi sta cambiando la vita». Piccolo grande Mastantuono, quasi nessuno sulle radio o i tv pronuncia il suo nome come si deve (eppure non è mica Blaszczykowsky), ma certe frasi ci addolciscono le giornate. Pensate se fosse arrivato da Madrid uno che se la tirava. Per la serie io sono io e voi non siete e via dicendo. Invece no. Umile, tosto in campo che sembra più affezionato alla maglia di tanti mezzi giocatori passati di qui. Va in Argentina e festeggia l’addio alla nazionale di Lionel Messi. C’è da giurare che si sia anche commosso, abbracciando un fenomeno vero. Franchino, invece, deve ancora dimostrare tanto. Ma chi lo conosce è pronto a scommettere sulle sue qualità da poeta del pallone con un cuore grande così. Siamo felici che Franchino qui stia bene. Basta fargli credere che i lavori in corso siano installazioni di arte contemporanea. Un tocco di futuro nella città del rinascimento. E quando un giorno tornerà a trovarci (magari per una sfida Champions) potrà dire: Firenze è davvero una città al passo coi tempi. Ogni passo avanti ha un prezzo.

Poi, tra un salto al mare e uno ai Gigli si può parlare di Fagioli azzurro. Regista o mezzala? Ma dai. Il pallone ha le sue regole ma alcune non sono così ferree. E poi i registi non sono tutti uguali. C’è Vanzina ma anche Kubrick. C’è Vacanze di Natale e 2001 odissea nello spazio. Il mix potrebbe chiamarsi 2001 Natale nello spazio, e chissà che non lo abbiano già girato. E dai: piedi buoni e visione di gioco. Se hai queste doti davanti alla difesa ci puoi stare. In quel ruolo puoi suonare il piano (Pirlo) o fare il metallaro (Felipe Melo), Fagioli somiglia più al primo, anche se il paragone al momento forse è eccessivo. Sa lanciare? Capisce i tempi di gioco? Sì. Con Vanoli Fagioli ha trovato la sua posizione. Mancini ha altre idee ma un centrocampista contemporaneo deve sapersi adattare. E lui questo è.

Infine due parole sul ritiro estivo, perché pare che luglio al Viola Park non sia poi così salutare. E così adesso si pensa a un ritiro altrove, magari in Austria o in Inghilterra. Si è discusso molto su questa storia, e in questo caso va detto che allenarsi a 40 gradi non solo è faticoso, il problema è che non sai cosa respiri. Poco ossigeno, molta roba poco salutare. Pare che ci siamo arrivati. Meglio così.

Lo scrive stamattina in edicola La Nazione