Ferrara si sbilancia: "Vanoli ha trasformato un gruppo di 'inallenabili' in qualcosa di pazzesco"
Così il giornalista Benedetto Ferrara nel suo editoriale: "Il calcio è anche sogno e speranza ed è il suo bello, anche se servono molti altri indizi per fare una prova"
Vanoli 2, il ritorno. Oppure potremmo chiamarlo: Vanoli 2, un’altra storia. Storia intrigante. Altra missione, altri giocatori. Se n’era andato tra gli applausi e i cori della curva dopo aver portato in salvo la Fiorentina, è tornato pochi mesi dopo, richiamato per dare un senso e un’anima a un gruppo di giocatori che sembravano persi dopo un mercato che aveva ridato speranze e sorrisi a una piazza avvilita. Prima di dire due cose su questa Fiorentina e sul primo test di alto livello che andrà in scena domani al Franchi, non possiamo non fare caso a tutti questi sequel che abbiamo vissuto negli anni.
Abbiamo avuto un Prandelli 1 e un Prandelli 2. Stessa sorte per il buon Iachini, e poi Montella e quindi Pioli 1 e Pioli 2, la grande paura. Per non parlare dei direttori sportivi e di un decennio trascorso alternando con alti e bassi Corvino e Pradè. Uno e due. Così spesso è la nostra vita. Ma quella di Vanoli potrebbe essere davvero uno storia diversa. Il Vanoli 1 aveva un obiettivo solo: salvare la pelle. Quindi c’era poco da discutere di filosofia: bisognava solo fare punti. Il come poteva aspettare. E così è stato. C’è chi lo chiama capolavoro e chi ottimo lavoro. Ognuno sceglierà il termine che vuole.
Sicuramente Vanoli ha centrato l’obiettivo. E lo ha fatto con passione, sacrificio e un filo di sofferenza, perché l’allenatore non sa nascondere il suo stato d’animo. Gielo leggi in faccia, anche perché lui è uno di quelli che esce dal campo con la maglietta sudata anche se il suo mestiere non è più quello di correre coi tacchetti. Ora però sembra davvero un’altra storia. Lui lo aveva detto quando sulla panchina c’era Grosso. Allenare questa Fiorentina per lui era davvero un sogno. E il sogno si è avverato. Wow. Certo, la strada è appena iniziata e saranno i risultati a darci risposte. Certo però che questa squadra stilosissima regala bei pensieri. E poi Firenze è così.
Squadra giovane che nel giro di due vittorie contro avversari oggettivamente più deboli ha trasformato un gruppo di “inallenabili” (aggettivo attribuito a Grosso ma ancora tutto da verificare) in qualcosa di pazzesco. Njie è un giovane Leao (speriamo più costante), Oulai un futuro Kantè (andiamoci piano), Pedro Goncalves un Pepito Rossi lusitano (sarebbe fantastico), Mastantuono uno che può diventare più forte di Riquelme (ci sta). Questi paragoni messi in circolo in questi giorni.
Beh, il calcio è anche sogno e speranza ed è il suo bello, anche se servono molti altri indizi per fare una prova. Quindi domani sarà un giorno importante, perché lo strano Napoli di Allegri è un test di alto livello. Forza Vanoli, siamo curiosi. A volte capita che il sequel sia meglio del primo episodio della saga. Evento raro. Ma perché non crederci? Il regista è lo stesso ma gli attori sono decisamente migliori, no?
Lo scrive Benedetto Ferrara stamattina in edicola su La Nazione