Ferrara: "Nations senza appeal. Quello che ci interessa veramente è che nessun viola si faccia male"

Ora il sostituto si chiama Nations League, una via di mezzo tra gli Europei e un torneo dell’Uisp (massimo rispetto). Insomma, l’appeal è quello che è

26 settembre 2026 11:02
Ferrara: "Nations senza appeal. Quello che ci interessa veramente è che nessun viola si faccia male" -
Condividi

Queste ferie infinite del campionato generano problemi e ansie inimmaginabili al povero tifoso in astinenza. Venti giorni senza la Fiorentina, ma come si fa? Almeno in estate c’era il calciomercato: discutevi, vivevi in stato compulsivo tra il web viola e la chat con gli amici malati come te. Ma ora? Ora il sostituto si chiama Nations League, una via di mezzo tra gli Europei e un torneo dell’Uisp (massimo rispetto). Insomma, l’appeal è quello che è, anche se l’ennesimo tentativo di resurrezione della valanga azzurra, valanga nel vero senso della parola, può avere un suo perché. Ma il problema resta. Di cosa parlare, di cosa scrivere, su cosa argomentare, litigare, immaginare? I temi sono quasi sempre i soliti. Ma tre settimane sono davvero tante.

Iniziamo dal vanolismo, dal sequel di un film del terrore diventato molto più accattivante e non c’è bisogno di spiegare perché. Lo scaricato che diventa punto di riferimento di un progetto di rinascita a lungo termine. Questi quattro anni indicati da Paratici per diventare grandi, con Grosso somigliava troppo all’idea che quel tempo servisse per vincere una partita. E poi? Poi c’è la rinascita di Fagioli, da escluso a possibile leader. Il ragazzo è tornato a giocare come sa. Ma subito arriva la domanda: l’ex Juve potrà convivere con Oulai? In campo, intendiamo. Non parliamo di due studenti fuori sede. Beh, le opinioni si aggrovigliano. E Atta? Prima tutti convinti che fosse il colpo migliore e poi ecco che boh, chissà, mah, vediamo. Il giocatore è forte, molto forte. Magari deve trovare il suo posto nel mondo (cioè in campo) e sicuramente risolvere qualche problemino fisico che si porta dietro da un po’. Non è un caso, quindi, ma solo uno che deve dimostrare il suo valore in maglia viola.

Siamo a fine settembre, non dimentichiamolo mai. Ma se guardiamo il presente, siamo onesti, quello che ci interessa veramente è che nessun viola in nazionale si faccia male. Vogliamo sapere come sta, quanto gioca, come gioca e, soprattutto, quando torna a casa. Chi tornerà cinque giorni prima della sfida col Genoa, chi due giorni prima, come Mastantuono, che veste la maglia dell’albiceleste mentre Lionel Messi sta per dire addio. Belle storie che si incrociano. Mamma mia. Comunque manca ancora tanto, le ferie del pallone di casa nostra sono iniziate da poco. Al Viola Park si lavora, mentre il tifoso deve trovare il modo di passare il tempo. Forza ragazzi.

Infine un pensiero per Lina Abate. E’ stata una pioniera del calcio femminile, è stata dirigente, allenatrice e tante altre cose. Lina è stata anche la prima autista donna dei bus dell’Ataf. Era una donna generosa, simpatica, tosta e coraggiosa. Un grande esempio per chi fa calcio in Toscana e per tutte le donne che vivono e amano lo sport. Ciao Lina, un grande cuore per te.

Lo scrive stamattina in edicola Benedetto Ferrara su La Nazione