Fagioli non si nasconde più: "Sono stato un incosciente, ma ho fatto male solo a me stesso"

Il centrocampista viola si racconta a Sportweek tra errori, maturità ritrovata e modelli come Pirlo e Modric

09 ottobre 2026 22:46
Fagioli non si nasconde più: "Sono stato un incosciente, ma ho fatto male solo a me stesso" -
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Nicolò Fagioli guarda al passato con lucidità, senza nascondere gli sbagli commessi, ma con la determinazione di costruire una versione migliore di sé. Nell’intervista a Sportweek, di cui sono state diffuse alcune anticipazioni, il centrocampista della Fiorentina affronta un percorso di riflessione personale che va oltre il calcio e mette al centro la crescita umana.

«Sono stato un incosciente, ma non mi odio. Non ho fatto male a nessuno se non a me stesso. Adesso devo diventare un uomo». Parole che raccontano la consapevolezza raggiunta dal giocatore, intenzionato a lasciarsi alle spalle gli errori e ad affrontare il futuro con un atteggiamento diverso.

Il percorso di maturazione passa anche dalla responsabilità nei confronti di chi gli sta accanto. Fagioli sa di dover lavorare su se stesso, non soltanto per migliorare sul campo, ma anche per assumere un ruolo sempre più importante all'interno dello spogliatoio.

«Devo diventare più responsabile verso me stesso e gli altri. Voglio essere un punto di riferimento per i compagni di squadra. Prima non avevo paura di niente, neanche della squalifica. Adesso penso che ogni anno deve essere migliore del precedente».

Nell'intervista c'è spazio anche per il calcio giocato e per i giocatori che suscitano la sua ammirazione. Fagioli si sofferma innanzitutto su Franco Mastantuono, giovane talento argentino arrivato dal Real Madrid, del quale apprezza non soltanto le qualità tecniche, ma anche il carattere.

«Mastantuono mi ha impressionato. Viene dal Real Madrid e non vai a giocare lì per caso, è un ragazzo buonissimo, umile e tranquillo».

Quando si parla di modelli calcistici, invece, il centrocampista individua due riferimenti precisi: Andrea Pirlo e Luka Modric. Del primo vorrebbe acquisire l'eleganza e la capacità di disegnare lanci illuminanti, mentre del secondo ammira soprattutto la sensibilità nel tocco di palla.

«Di Pirlo vorrei l'eleganza e i lanci, di Modric il modo di colpire il pallone con l'esterno: è il mio idolo, gliel'ho detto e lui mi ha sorriso».

Un racconto che restituisce il ritratto di un Fagioli deciso a crescere, imparando dagli errori del passato e ispirandosi ai grandi campioni per costruire definitivamente la propria strada.