Oggi in esclusiva per Labaroviola abbiamo intervistato il driver napoletano Raffaele Palomba:

Ciao Raffaele e benvenuto a Labaroviola, è noto che adesso nell’ippica ci sia un po’ di caos… Hai voglia di parlarcene?

“E’ vero, stiamo attraversando un bruttissimo periodo specie da quando l’ippica è passata sotto lo Stato italiano. Il punto più basso si è manifestato nel 2012 ma si va avanti…”

Parlaci di te: avevi un’importante scuderia da gestire, raccontaci il “dietro le quinte” nella tua vita al seguito dei cavalli…

“In passato avevo una mia scuderia con diversi cavalli, adesso sono un driver a tutti gli effetti e lo preferisco, lo faccio per molti proprietari ed allenatori”.

Il tuo casco e la tuta con il giglio… Raccontaci l’origine della tua passione viola

“Passione? Direi che sono proprio malato! Dico sempre che il mio sangue è viola…Non rosso… Mi sono appassionato all’età di 12/13 anni per via dei colori che mi hanno affascinato e da li è partito tutto. Oltre al casco, ed alla giubba con il giglio ne ho uno anche tatuato sulla mia spalla…Per me rappresenta la fiorentinità, è un simbolo bellissimo”.

E ci sono altri “malati” in famiglia oltre a te?

“No, mio padre da buon napoletano seguiva gli azzurri…”.

Tre pareggi e ci avviciniamo alla gara di Frosinone, trasformati in Pioli: cosa cambieresti?

“Niente perchè credo che la colpa non sia nè di Pioli nè dei giocatori. La Fiorentina è questa, è una squadra giovane, senza esperienza, e secondo me sta già facendo il massimo”.

E tu come fai ad incastrare la passione della Fiorentina nel tuo lavoro dove sei un professionista?

“Porto la mia fede per la Fiorentina ovunque indipendentemente dalla mia professione, rispetto gli altri…Ma per me c’è solo la viola”.

Allora noi di Labaroviola possiamo aspettarti all’Ippodromo del Visarno al “palo”?

“Beh se capita l’occasione di guidare un cavallo lì perchè no! (ride n.d.r.)

Un tuo sogno?

“Come dico a tutti: vedere lo Scudetto cucito sopra la maglia viola, poi posso anche lasciare questo mondo in pace…”

Gabriele Caldieron