Cominciamo con le citazioni: “Mi manda Picone”. Film dell’83, regia di Nanni Loy. Con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. Praticamente un inno alla raccomandazione, entrato nel lessico comune. Un omaggio al costume italico che scavalca la meritocrazia e naufraga nel clientelismo. Da qui il nostro titolo: “Mi manda il Pek” (notare l’assonanza) che a differenza di quanto accade nel film non appare una cosa brutta. Anzi… E’ semplicemente una segnalazione, un consiglio di un grande ex che (sarà per la nazionalità condivisa) apprezza l’erede Erick Pulgar e lo indica all’amico Pradè. Tutto regolare. Andiamo avanti. “Gli amori fanno dei giri strani, e poi ritornano”. Altra citazione, parole e musica di Antonello Venditti. Guarda caso, romano e romanista come Daniele Pradè. Perchè non bisogna scandalizzarsi se l’attuale DS della Fiorentina tifa Roma. Pradè nasce nella Capitale (quartiere Aventino), lavora con Baldini e Lucchesi, è amico fraterno di Totti e De Rossi, entra ed esce da casa Sensi, secondo voi chi deve tifare? L’importante è che ora lavori per la Fiorentina. E costruisca una grande squadra. Prendete David Pizarro: cileno, prima trequartista poi regista, a detta di tutti… uno dei più grandi calciatori mai visti a Firenze. E allora, qual è il problema? Se lo stesso Pradè lo ha interpellato (o il contrario, va bene lo stesso) per scegliere Erick Pulgar come prossimo regista viola? Pradè e Pizarro, un binomio che ha reso grande la Fiorentina dal 2012 al 2015. Sono passati 4 anni, ma Daniele si fida degli amici. E David è un amico: suo e della Fiorentina. Capitolo tattico: Erick Pulgar da Antofagasta non è solo un regista. E’, allo stesso tempo, un mediano, un incontrista, un facitore di gioco. Non siamo di fronte al nuovo De Sisti, oppure ad un novello Pirlo. Siamo di fronte ad un ragazzo 25enne che può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Ed offre a Montella molteplici soluzioni tattiche. Dal 4-3-3 (Pulgar interno, che non é il suo ruolo, ma lo può fare) al 4-2-3-1 con Pulgar e Badelj coppia di mediani dietro a Chiesa (dx), Boateng (finchè non arriva De Paul) e mister X a sinistra. Sottil, Politano? Meglio il secondo, ovviamente, ma la concorrenza è ampia. Ed agguerrita. Comunque ringraziamo Erick Pulgar che con la sua presenza assicura un ventaglio di soluzioni tattiche niente male. E chi meglio di Montella le può sfruttare?

  • CAPITOLO PRIMA PUNTA: non metteremo virgolettati, ma (capita anche a noi) oggi abbiamo parlato con Daniele Pradè ed abbiamo capito questo: Pedro del Fluminense piace. E parecchio. Costo del cartellino 15 milioni, ingaggio alto. Ma non altissimo. Il problema sono gli infortuni: due per la precisione, col crociato a farla da padrone. E questo fa paura a chi vuole investire su Pedro Abreu, classe ’97, tecnica invidiabile, velocità apprezzabile sul lungo, tatticamente perfetto per Montella. Rientra, giostra a centrocampo, distribuisce palla e conclude in porta. Detta così, sembra un incrocio tra Messi e Cristiano Ronaldo. Più prosaicamente è il calciatore che fa al caso dell’aeroplanino. E, di conseguenza, della Fiorentina. Intanto l’undici titolare sta prendendo forma: portiere e difesa sono fatti. Centrocampo: Badelj e Pulgar titolari, Berge e Demme alternative di lusso. Più Benassi che è tra coloro che son sospesi. Attacco: Vlahovic sicuro. Chiesa non se ne parla nemmeno. Sottil (quasi) sicuro. Simeone… resta fino al prossimo migliore offerente. Pedro: lo decide il medico. Politano, sarebbe la sublimazione. Insomma 4-3-3 col tridente formato da Chiesa a dx, Pedro prima punta e Politano a sx… tanta roba. In alternativa 4-2-3-1 con Badelj e Pulgar a centrocampo. Chiesa a dx, De Paul (o Boateng) dietro la punta, Politano a sx, Pedro prima punta. Tantissima roba. Roba da Champions League. Poi, chi vivrà vedrà. Una cosa è sicura: Rocco Commisso, Joe Barone e Daniele Prade’ fanno sul serio. Avviso ai naviganti, questi tre fanno molto sul serio…