Sembrava pronta al salto di qualità, invece ieri sera la Fiorentina ha riportato i suoi tifosi alla realtà. A Genova il Genoa ha vinto meritatamente, ha dominato, mentre i viola si sono resi pericolosi solamente con un tiro dalla distanza e sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

E’ mancata la cattiveria, la voglia di lanciarsi veramente nella rincorsa alle prime tre della classifica, la squadra è apparsa spenta, debole. Difficile dare una definizione all’amarezza che deriva da un risultato del genere, una sconfitta che cancellerà definitivamente ogni speranza di lottare per il terzo posto, a meno di un miracolo nelle prossime due partite contro Lazio e Napoli. Il 2016, dunque, potrebbe essere ricordato come un intero anno di delusioni, con un quinto posto conquistato sul filo di lana e nessuna vera gioia nelle coppe.

Colpevole Sousa, per aver sbagliato formazione, con Milic ala sinistra, Olivera terzino e Zarate punta centrale anziché esterno. Colpevole anche di non essere riuscito a motivare adeguatamente i suoi giocatori, molti dei quali dall’inizio della stagione continuano a dire che la Fiorentina non ha nessuna possibilità di lottare per i primi tre posti. Colpevole, infine, di aver cambiato la preparazione estiva, rassicurando che quest’anno le cose sarebbero cambiate, mentre invece i viola continuano a perdere ogni volta che si presenta l’occasione per il salto di qualità.

Perdere, perdere, perdere, volare per un attimo e sfiorare il cielo, per poi cadere rovinosamente al suolo. Tutto ciò non fa bene al tifo, non ad una piazza come Firenze, mai abituata a vincere grandi coppe, ma dal palato comunque fino. La Fiorentina, infatti, è la squadra con più partecipazioni in Serie A dopo Inter, Juventus, Roma e Milan, ha vinto sei Coppe Italia e, fatta eccezione per il periodo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, è sempre stata abituata a piazzarsi tra le prime sei della classifica. Senza contare che, all’ombra del Duomo, ogni decennio ha ospitato qualche grande campione.

Già, campioni, perché se Sousa non può sottrarsi alle critiche in questo periodo, lo stesso non possono fare i giocatori. Siamo veramente sicuri che la Fiorentina meriti Tatarusanu, Milic, Olivera, Diks, Toledo, Tomovic, Tello? Per non parlare dei vari Gilberto, Octavio e Brillante passati di recente in città. Veramente Firenze merita di veder partire Alonso per quasi 30 milioni e non ricevere niente in cambio? L’amarezza è grande, proporzionale al nostro amore per il colore viola. Questa volta consolarsi sarà veramente difficile.

Tommaso Fragassi