Tre partite sono poche per emettere sentenze definitive, ma l’inizio di Roberto D’Aversa sulla panchina del Torino non è passato inosservato. Il tecnico ex Empoli, chiamato dal presidente Urbano Cairo per prendere il posto del deludente Baroni, ha avuto un impatto immediato sulla squadra granata. Il bilancio delle prime uscite parla di due vittorie su due in casa e di una sconfitta di misura al Maradona contro il Napoli, prestazione che comunque ha lasciato segnali incoraggianti. Un avvio che ha rinforzato la classifica dei granata e ha riportato attenzione sul lavoro dell’allenatore.
E inevitabilmente, guardando a Firenze, qualcuno torna a chiedersi se la Fiorentina abbia perso un’occasione. Ebbene sì, quando si trattò di sostituire Stefano Pioli sulla panchina viola, infatti, la prima scelta della dirigenza, probabilmente ancora su suggerimento dell’ormai ex DS Daniele Pradè, sembrava essere proprio D’Aversa. Un nome che però non aveva sin dalle prime voci convinto la piazza, ancora scottata da alcune esperienze poco fortunate dell’allenatore nelle sue precedenti avventure in panchina. La pressione dell’ambiente portò quindi la società ad un repentino cambio di rotta: Goretti virò su Vanoli, arrivato solo in un secondo momento come alternativa. La storia di quei giorni ha anche un retroscena curioso. Il tecnico, infatti, era già in viaggio in auto verso Firenze, direzione Viola Park, quando arrivò lo stop improvviso. Una frenata brusca nella trattativa che lo costrinse a fare marcia indietro e tornare a casa con grande delusione.
Oggi, con il buon avvio sulla panchina del Torino, quella vicenda torna inevitabilmente d’attualità. È ancora presto per parlare di rimpianti veri e propri, ma se il percorso granata dovesse continuare su questa strada, a Firenze qualcuno potrebbe iniziare a chiedersi se quella scelta sia stata davvero la migliore.
