Corriere fiorentino sull'attacco: "Il reparto comincia a fornire risposte positive. C'è molta qualità"
In effetti ripensando a chi ha preceduto Vanoli in pochi hanno avuto a disposizione così tante bocche da fuoco tutte diverse tra loro.
La metafora, abusata persino in sala stampa, ha già riguardato l’universo Fiorentina ma forse mai come oggi chi si ritrova a cucinare calcio al Viola Park ha potuto godere di così tanta abbondanza di ingredienti. Non c’è bisogno di scomodare Paulo Sousa e il riferimento alla frittata da preparare con gli ingredienti a disposizione, quando una delle ultime rose della gestione Della Valle non soddisfaceva il tecnico portoghese, anche perché chi siede oggi sulla panchina viola, al secolo Paolo Vanoli, si era già prodigato in lodi e complimenti sull’organico costruito in estate.
«Un mercato che fa sognare» disse prima ancora di tornare, «una squadra che mi stuzzica» il bis concesso dopo il successo di Venezia, il primo in campionato. Insomma questione di punti di vista, quello carico di sfiducia che Grosso ha riferito alla società e quello di Vanoli che adesso pensa invece a nuove alternative tattiche.
Tutto merito di un reparto offensivo che sta cominciando a fornire risposte positive, ma anche di un allestimento creato da Paratici nel quale la qualità abbonda. Lo confermano gli ultimi 180 minuti, tra campionato e Coppa Italia, nei quali 4 dei 5 nuovi giocatori offensivi arrivati hanno già trovato la via del gol. Con Pellegrino che aveva già scritto il suo nome tra quello dei marcatori stagionali di recente si sono aggiunti Mastantuono (tripletta a Venezia) e l’accoppiata Gnonto-Gonçalves che ha chiuso in modo definitivo la sfida al Pisa. Realizzatori ai quali aggiungere quel Njie che per molti rappresenta il miglior acquisto firmato Paratici, per prospettive e potenzialità.
In effetti ripensando a chi ha preceduto Vanoli in pochi hanno avuto a disposizione così tante bocche da fuoco (lo sa bene Italiano che nell’ultimo anno della sua esperienza in viola si ritrovò praticamente senza esterni dopo il mercato di gennaio) tutte diverse tra loro e per questo in grado di regalare nuova imprevedibilità alla squadra.
Già, perché se Mastantuono, Njie e Gnonto hanno mostrato caratteristiche da esterni, seppure l’argentino tenda lo stesso ad accentrarsi, e con Pellegrino che si è subito ambientato nel ruolo di prima punta, Gonçalves si è presentato più come un trequartista abile nel tiro da fuori, senza contare che allo stesso Atta sono concessi (e richiesti) inserimenti in zona gol. Sei frecce che Vanoli può tener buone per il proprio arco, semplicemente scegliendole a seconda degli avversari, del momento dei vari singoli e perché no pure delle varie partite. Un vantaggio che l’allenatore dovrà dimostrare di saper gestire quando, dopo la sosta, un po’ tutti avranno raggiunto la condizione migliore, perché in assenza di competizioni europee che aumentino le chance di giocare il rischio di malumori nello spogliatoio esiste.
Sotto questo profilo, intanto, il tecnico ha già avviato una sorta di turnazione, affidandosi sì a Mastantuono dal primo minuto sia a Venezia che col Pisa, ma alternando Njie a Gnonto tra venerdì e martedì e concedendo solo spezzoni di gara a Gonçalves che sfrutterà la sosta per recuperare il gap di preparazione estiva. Tre settimane di lavoro senza partite nel quale attendersi nuove sperimentazioni anche in termini di modulo, visto che con così tante alternative offensive a disposizione Vanoli si trova per le mani un attacco a dir poco camaleontico.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino