Corriere fiorentino sulla difesa: "La viola deve ripartire da Comuzzo, deve definitivamente consacrarsi"

Il 21enne italiano ha già tre stagioni di Serie A alle spalle, ma è stato troppo discontinuo. La Fiorentina ha il dovere di puntare su di lui la prossima stagione.

13 giugno 2026 09:38
Corriere fiorentino sulla difesa: "La viola deve ripartire da Comuzzo, deve definitivamente consacrarsi" - Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Ventuno anni compiuti a febbraio e già tre stagioni vissute nel calcio dei grandi con un bagaglio di esperienze ben più sostanzioso di tanti coetanei, soprattutto nel calcio italiano di oggi.

La storia di Pietro Comuzzo, difensore classe 2005 nato a San Daniele del Friuli, somiglia a un viaggio sulle montagne russe, iniziato nel 2018 con lo sbarco nel settore giovanile della Fiorentina. Oggi il tassametro delle sue presenze recita 91 gettoni totali, di cui 64 in serie A, un bottino di tutto rispetto se si considera la giovane età e un percorso avviato ad appena 18 anni sotto la guida di Italiano nella stagione 2023-24. Da quel momento l’ascesa del calciatore friulano è stata tanto impetuosa quanto, come è naturale per un giovane, piena di alti e bassi: sotto la gestione Palladino si era materializzato il vero e proprio boom, con Comuzzo lanciato come titolare inamovibile per ben 18 volte nelle prime 20 giornate di Serie A. Una crescita inarrestabile, che aveva convinto persino l’allora ct Spalletti a inserirlo nella lista dei convocati della Nazionale maggiore in Nations League contro Belgio e Francia.

Tuttavia, a farla da padrona in un percorso così precoce, è stata la discontinuità, amplificata da un contesto societario e tecnico instabile: i concetti tattici di quattro allenatori diversi in tre anni si sono intersecati con i corteggiamenti prima del Napoli e poi dell’Al Hilal, il cui forcing fu bloccato proprio per volontà del giocatore (e non del club). A frenarne il percorso, poi, è arrivato un virus debilitante a fine estate 2025, con il giocatore poi ritrovatosi coinvolto con il resto del gruppo nei disastrosi risultati iniziali. Dopo le 10 presenze con Pioli l’approdo in viola di Vanoli ha ridisegnato parzialmente le gerarchie, ma a onor del vero, dopo una discreta continuità tra dicembre e gennaio, Comuzzo è scivolato nuovamente indietro nelle preferenze in campionato, collezionando dalla 25esima giornata una sola partita per intero, quella contro l’Atalanta chiusa con lo sfortunato autogol dell’1-1.

Relegato di fatto a «titolare di coppa», sotto la guida di Vanoli, Comuzzo ha chiuso il suo percorso con una media di 81 minuti a partita in Conference (e 7 gare da titolare su 9, con alcune sbavature come nell’andata dei quarti con il Crystal Palace) e appena 63 per gara in serie A. Una boccata d’ossigeno rigenerante è arrivata però a inizio giugno grazie alle due amichevoli (vinte per 1-0) contro Lussemburgo e Grecia disputate da titolare con la Nazionale del ct ad interim Baldini, test in cui il classe 2005 ha mostrato serenità, condizione e concentrazione.

La Fiorentina non può adesso che ripartire da lui, consapevole che il ragazzo deve ancora maturare del tutto e che, anche da un punto di vista economico, la sua valutazione sul mercato deve essere ricostruita. Continuità e fiducia saranno elementi imprescindibili nel nuovo corso che lo vedrà affidato alle cure di Grosso, un tecnico che negli ultimi anni ha dimostrato una spiccata capacità tanto nel valorizzare i difensori centrali — da Gatti al Frosinone fino a Muharemovic e Idzes al Sassuolo — quanto nel costruire chiare identità anche difensive. Per la società viola, in un’estate di grandi rivoluzioni, dopo il rinnovo fino al 2029 con opzione è giunto il momento di proteggere e dare regolarità a uno dei principali asset tecnici (e anagrafici) a disposizione; per Comuzzo, invece, l’esordio nella Nazionale di Baldini non può che rappresentare l’inizio di una nuova fase, in vista di una stagione in cui inseguire una solida e definitiva consacrazione.

Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino