Corriere fiorentino sul rimpianto Kayode: "La Fiorentina nel 2025 guadagnò 17 milioni, ora ne vale il triplo"

In una squadra che Mancini sta educando al palleggio infatti, «Kayo» non ha mostrato il minimo imbarazzo. Un grande rimpianto viola

30 settembre 2026 09:51
Corriere fiorentino sul rimpianto Kayode: "La Fiorentina nel 2025 guadagnò 17 milioni, ora ne vale il triplo" -
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«Ricordo nostalgico e dolente di persone o cose perdute, o di occasioni mancate». In una parola: rimpianto. E alzi la mano chi in queste ore non ne ha provato nemmeno un pizzico vedendo quel ragazzo asfaltare la fascia destra con la stessa naturalezza con cui si può bere un bicchier d’acqua. Come fosse la cosa più naturale del mondo. Come se, contro la Turchia, non fosse stato al suo esordio assoluto con la maglia della Nazionale. Eppure, così è stato. E bastava leggersi le pagelle di ieri per rendersi conto di come la prestazione di Michael Kayode abbia colpito (e in parte stupito) tutti. Gol, cross, recuperi, corsa. Del resto, che fosse un atleta con qualità fisiche fuori dal comune, si era visto già ai tempi della Fiorentina. A sorprendere semmai, è stata la crescita (vertiginosa) che l’ex viola ha dimostrato sul piano tecnico.

In una squadra che Mancini sta educando al palleggio infatti, «Kayo» non ha mostrato il minimo imbarazzo. Anzi. Per questo, averlo perso per «soli» 18 milioni di euro dopo averne appena assaggiato le potenzialità, è una ferita che brucia fortissimo sulla pelle dei fiorentini e, probabilmente, della società. La storia, è nota. L’esordio a sorpresa nella prima giornata del campionato 2023-24 sul campo del Genoa, quando Vincenzo Italiano lo mandò in campo dall’inizio preferendolo a Dodò. La prestazione super (evidentemente il ragazzo ha una certa confidenza con gli esordi), la maglia da titolare indossata sempre più spesso anche per il grave infortunio del brasiliano, le prime voci (allora il ct era Spalletti) su una possibile chiamata in azzurro.

Alla fine, il conto fu di 37 presenze tra campionato e coppe, 1 gol e 4 assist. Mica male. Non a caso, già nell’estate del ‘24, il Brentford provò a portarlo in Inghilterra.

«Abbiamo seriamente pensato di cederlo — raccontò a fine mercato l’allora ds Pradè — ma Commisso non l’avrebbe mai permesso e visto il lavoro che abbiamo in mente col Viola Park in effetti sarebbe stato difficile spiegare una scelta del genere». Non poteva sapere, che da lì a poco le cose sarebbero profondamente cambiate. A Firenze arriva Raffaele Palladino, e lo spazio per Kayode (un po’ per il recupero di Dodò, un po’ per scelta del mister) si riduce drasticamente. E così a gennaio (dopo aver messo insieme la miseria di 12 presenze, di cui soltanto 5 per un totale di 124’ in serie A) ecco la cessione al Brentford in prestito (500 mila euro), diritto di riscatto a 17,5 (poi esercitato sei mesi più tardi) e 10% sulla futura rivendita. «Voleva più spazio e ha chiesto di andare a giocare», disse Palladino. Eppure, chi conosce il calciatore, assicura che mai e poi mai avrebbe lasciato Firenze così presto.

«Se sono qua devo ringraziare la Fiorentina», ha detto lui l’altro giorno a Coverciano. Senza polemiche, né chissà quale sassolino lanciato verso chi non aveva creduto in lui. Perché lui è fatto così, e non si scompone nemmeno oggi che l’Inter lo riporterebbe volentieri in Italia o sapendo che alcuni dei club più importanti di Premier lo seguono da vicino. Valutazione: non meno di 40-45 milioni. Forse di più. «Ricordo nostalgico e dolente di persone o cose perdute, o di occasioni mancate». In una parola: rimpianto.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino