Corriere fiorentino su Pellegrino: "Doveva fare panchina a Kean. Difficile immaginare un inizio di stagione migliore"
Firenze e la Fiorentina stanno scoprendo un centravanti capace di trovare la porta attraverso tante strade. Può realizzare il sogno di vestire la maglia dell’Argentina.
Saranno state le chiacchierate con Batistuta, o chissà. Il solo fatto di averlo (ri)visto scuotere le reti del Franchi. Di certo c’è che da quel momento, Firenze, è tornata a ballare a ritmo di tango. Merito di Franco Mastantuono, certo, ma anche e forse soprattutto di Mateo Pellegrino. E pazienza se l’ex centravanti del Parma non è stato accolto come la stellina arrivata dal Real Madrid o se, attorno a lui, non c’era un grande entusiasmo. Ragazzo di poche parole e molto meno mediatico rispetto al compagno, sta però parlando sul campo e, quindi, con i gol. Con quello dell’altra sera al Pisa sono già tre (due in campionato e uno in Coppa Italia), arrivati uno in fila all’altro. Prima l’1-0 al Torino, rivelatosi inutile ai fine del risultato, quindi il sigillo sulla vittoria di Venezia e infine, appunto, la rete che ha stappato la gara di martedì sera.
Difficile insomma immaginare un inizio di stagione migliore per uno che inizialmente pareva doversi accomodare alle spalle di Kean e che in pochi, una volta ceduto l’attaccante della Nazionale, immaginavano come numero 9 titolare della Fiorentina. Mateo (appunto) è rimasto in silenzio, si è messo a lavorare, e partita dopo partita si sta prendendo maglia, stima di Vanoli e (finalmente) apprezzamento della gente. «Mi piacerebbe che i tifosi trovassero un soprannome per me — ha raccontato nel giorno della presentazione — ma certo non ha e non avrebbe senso paragonarmi ai grandi argentini del passato». Giusto così, e del resto qualsiasi riferimento a Bati non potrebbe che essere azzardato, ma l’inizio è comunque da grande. Tre gol, come detto, e ognuno arrivato in modo diverso: un sinistro dalla distanza col Toro, un altro a conclusione di una lunga corsa palla al piede a Venezia, un tap in da vero rapinatore d’area col Pisa. Come a voler rispondere a chi diceva che «Pellegrino segna solo di testa». Affermazione affrettata, ma che in fondo si basava sui fatti. L’anno scorso infatti aveva segnato 12 gol tra campionato e coppa, di cui addirittura 9 di testa.
Firenze e la Fiorentina invece stanno scoprendo un centravanti capace di trovare la porta attraverso tante strade (la media ad ora dice una rete ogni 123’) e che, continuando così, può legittimamente pensare di realizzare il sogno di vestire la maglia dell’Argentina.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino