Corriere fiorentino su Mastantuono: "Col Torino Grosso lo tolse al 45', la tripletta ha spazzato via le polemiche"
Anche il dorso di Firenze del Corriere della Sera elogia Franco Mastantuono, mettendone in luce la giovane età e tutti i record che ha già infranto.
In fondo, con quella faccia da divo, non poteva che far esplodere tutto il suo talento a Venezia. E così Franco Mastantuono si è preso il «red carpet», ha attirato a sé flash e telecamere e ha fatto capire a tutti come mai fosse (e sia) considerato uno dei talenti più preziosi del calcio mondiale. Forse, se si parla di ragazzi della sua età, il più prezioso di tutti. Una recita da oscar, o da Leone D’Oro, quella dell’altra sera: 5 tiri in porta, 85% di passaggi riusciti, 3 dribbling riusciti su 5 tentati, 6 duelli vinti e, ovviamente, tre gol. Una tripletta buona per regalare i primi tre punti alla Fiorentina, e per entrare dritto nella storia. Franco infatti (ormai i tifosi lo chiamano quasi esclusivamente per nome) è così diventato, all’età di 19 anni e 28 giorni,il più giovane argentino a segnare una tripletta in uno dei cinque top campionati europei.
Un primato che vale doppio, visto e considerato che prima di lui sul trono c’era Lionel Messi, che ci era riuscito a 19 anni e 259 giorni. Non solo. Mastantuono è anche lo straniero più giovane nella storia della serie A a segnare tre reti in una sola partita. Non male per un talento arrivato adesso in Italia. Del resto, parliamo di uno capace di decidere il primo «super clasico» giocato. Storia dell’aprile 2025, quando fece esplodere il Monumental con una punizione all’incrocio che regalò al suo River Plate il 2-1 sul Boca Juniors.
Non è un caso insomma, se il Real Madrid ha poi deciso di investirci circa 60 milioni di euro pur di portarlo in Europa. E non è un caso nemmeno il fatto che nel settembre dell’anno scorso (poco dopo essere stato acquistato dalla Casa Blanca) sia diventato il più giovane di sempre a vestire la maglia numero 10 dell’Argentina togliendo il primato al più grande di tutti: Diego Armando Maradona. Indizi su indizi, che se ancora non valgono come prova definitiva sul suo status di campione, di certo aiutano a capire quanto e quale sia il suo enorme potenziale. Per questo, in estate, in pochi potevano credere al fatto che la Fiorentina potesse metterci le mani. Com’è andata invece, si sa: il rapporto di privilegiato di Fabio Paratici col Real, i consigli di Mourinho, il richiamo di una piazza che per gli argentini ha comunque un valore speciale. «Ho parlato con lui e gli ho spiegato cosa sia la Fiorentina per i fiorentini», ha detto Batistuta in occasione dei festeggiamenti per il centenario. A proposito. Il Re Leone gli ha pure affittato casa in zona Piazzale Michelangelo.
Tra «Masta» e Firenze insomma, non poteva che essere amore a prima vista. E pensare che soltanto una settimana fa era stato sostituito dopo soli 45’ della disgraziata gara col Torino e in tanti, soprattutto nel resto d’Italia, ne avevano già messo in dubbio il valore. La risposta, è arrivata subito. E se la tripletta è ciò che ha ovviamente riempito gli occhi di tutti (e accesso l’entusiasmo anche degli ex compagni Vinicius e Bellingham che lo hanno festeggiato sui social) c’è un altro numero che per Vanoli ha un valore forse ancora maggiore: i 5 recuperi. Oltre alla classe e al talento insomma, c’è anche voglia, spirito di sacrificio e consapevolezza che, per sfondare nel calcio europeo, va fatta anche la fase di non possesso.
«Il migliore in campo è stato Nicolò — le sue parole a fine partita riferite a Fagioli — volevo regalargli il premio». Adesso invece dovrà offrire a tutti una grigliata di asado argentino ai compagni, in tandem con Pellegrino, e chissà cosa farà invece se dovesse vincere la sua scommessa. Agli amici infatti, ha confidato di voler arrivare a quota 15 reti in stagione. Difficile, ma non impossibile.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino