Corriere fiorentino: "Rosa rivoluzionata ogni stagione, la viola è 16° per permanenza dei calciatori"
Escludendo i mancati riscatti, il termine naturale dei prestiti e gli svincoli a fine contratto, sono in tutto 99 le operazioni complessivamente chiuse in entrata dal giugno 2019
Se è vero che le rivoluzioni rappresentano la promessa di un futuro migliore, presentando però il conto al presente come sostiene un aforisma, in casa viola il dazio a ogni stravolgimento è stato pagato a suon di delusioni. All’ottava stagione della gestione Commisso la Fiorentina si ritrova nuovamente al via dell’ennesimo progetto tecnico, come in un’ideale gioco dell’oca. E se il reset imposto da Paratici era da mettere in preventivo, i 7 anni precedenti non fanno eccezione, con la conseguente assenza di successi che ha contraddistinto la gestione italo-americana.
Escludendo i mancati riscatti, il termine naturale dei prestiti e gli svincoli a fine contratto, sono in tutto 99 le operazioni complessivamente chiuse in entrata dal giugno 2019 quando Commisso rilevò la Fiorentina dai Della Valle, mentre il numero in uscita sale fino a 126 cessioni. Un esercito di calciatori che ha indossato la maglia viola senza riuscire a tagliare un traguardo che coincidesse con una vittoria finale, che fosse una coppa o uno scudetto, e soprattutto un gruppo (vasto) di giocatori che più o meno ogni anno, tra mercato estivo e invernale, è stato stravolto.
I 13 volti nuovi arrivati tra giugno e agosto scorso, a fronte di 27 partenti, rendono l’organico attuale della Fiorentina il sedicesimo in serie A per permanenza nello stesso club, con una media di 434 giorni trascorsi in rosa ben lontani dai 1.206 dell’Inter, capolista davanti a Napoli (1.042 giorni) e Juventus (994). In pratica chi ha indossato la maglia della Fiorentina non è andato oltre i 14 mesi (e 9 giorni) di permanenza a Firenze, più o meno due finestre di mercato, un periodo troppo limitato per immaginare di costruire qualcosa d’importante. In fondo i tre calciatori con più presenze dall’arrivo di Commisso sono già tutti altrove, Milenkovic (209) e il duo Biraghi-Mandragora (191), mentre chi vanta il maggior numero di presenze in serie A dall’arrivo di una proprietà straniera è Ranieri (165).
Insomma uno dei problemi cronici che sta affliggendo la Fiorentina di Commisso è la mancanza di continuità tecnica, una sorta di commercio continuo di calciatori che non ha alimentato lo sviluppo di una base di squadra nella quale inserire, anno dopo anno, solo pochi ma funzionali rinforzi. Anche sul fronte delle guide tecniche le cose non sono andate diversamente perché in 8 stagioni sono altrettanti i tecnici che si sono alternati sulla panchina (conteggio che sale a 10 se si considera anche la brevissima esperienza di Gattuso e la presenza in Conference di Galloppa) segno che a Firenze non è così semplice metter radici. Solo nel secondo anno di Italiano, quando la Fiorentina ha collezionato 3 finali, entrate e uscite sono state limitate (5 acquisti e 7 cessioni tra estate e inverno) mentre in tutte le altre annate arrivi e partenze sono sempre andati in doppia cifra con il record di questa estate da 40 operazioni seguito dalle 37 del 2023-24 nell’ultimo anno di Italiano, dalle 36 della stagione con Palladino in panchina e dalle 32 dell’anno scorso (oltre alle 35 del primo anno in serie A della famiglia Commisso).
Se come spiegato dal d.s. Paratici in apertura della sua avventura al Viola Park l’obiettivo della Fiorentina è quello di diventare competitiva in modo duraturo, c’è da augurarsi che le basi gettate siano come minimo difese e che, al contrario di quanto avvenuto in passato, le prossime finestre di mercato non stravolgano nuovamente l’intera rosa viola.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino