Corriere fiorentino: "Ritmi blandi e pressing appena accennato: il lavoro da fare resta tantissimo"
Non impressiona proprio la Fiorentina vista ieri a Vicarege Road. Troppa poca roba, si aspettano acuti dal mercato.
Capitano, applauditissimo, protagonista. Seicentosei giorni dopo la terribile serata del Franchi, Edoardo Bove ritrova la Fiorentina sul campo, stavolta da avversario: «Oltre i colori. Edo uno di noi» ha scritto il club viola sui social prima della partita, mentre Edo abbracciava i vecchi compagni nella pancia del Vicarage Road, la casa del Watford, dove è cominciata la sua nuova vita calcistica.
Ranieri, Mandragora, De Gea: tutti a far la fila per coccolarselo, mentre lui, visibilmente emozionato, si prepara a indossare per la prima volta la fascia da capitano degli «Hornets». «A Firenze vissuto uno dei momenti più importanti della mia vita — aveva detto lui stesso prima della partita — È stata un’esperienza emozionante: Firenze è stata la città che mi ha offerto una nuova opportunità dopo che avevo lasciato casa mia, Roma. Lì ho trovato la mia dimensione, poi è successa quella cosa e tutto si è fermato». L’arresto cardiaco subito il primo dicembre 2024 in Fiorentina-Inter fu causato da un’aritmia ventricolare che mise in serio pericolo la sua vita e in seconda battuta la sua carriera: il defibrillatore installato a Careggi gli consentì di continuare la carriera, anche se lontano dall’Italia (qui le norme negano idoneità sportiva a chi lo indossa). E così, dall’anno scorso, Bove gioca nel Watford. Ieri mister Dionisi gli ha perfino concesso l’onore della fascia e lui ha provato a ricambiare: gran tiro iniziale (e bella parata di De Gea) e successivo assist sciupato dai compagni, mentre la Fiorentina pareva un po’ sonnecchiare.
Parlando della partita infatti, la squadra di Grosso, senza Kean, Jimenez (attacco influenzale) e soprattutto senza esterni d’attacco, si è adattata ad un inedito 4-3-1-2 ( con Atta trequartista) e ha fatto quello che ha potuto: il gran gol di Piccoli — destro in diagonale da fuori area — ha dato lustro alla serata viola, ma il lavoro da fare resta tantissimo. I ritmi infatti sono blandi, il pressing appena accennato, proprio come il talento di Atta, ieri sera protagonista solo di un’azione poi vanificata da un passaggio troppo lungo per Piccoli. In più, come detto, la squadra è incompleta: senza esterni manca fantasia e capacità di saltare gli avversari. Non siamo neanche ad agosto, il tempo non manca e le amichevoli vanno prese per semplici allenamenti. Ma non c’è dubbio che la Fiorentina, dopo un grande inizio col doppio colpo Atta-Oulai (ieri l’ivoriano ha giocato appena 6 minuti), abbia bisogno di altri acuti dal mercato.
Grosso (segno che la condizione cresce) ha tenuto i titolari in campo per poco meno di 70 minuti, per poi, proprio quando usciva dal campo anche Bove, dare spazio ai giovani e tornare al 4-3-3. Il 16enne Croci a proposito continua i suoi progressi: ha talento e personalità, proprio quello che serve per immaginare un futuro roseo.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino