Corriere fiorentino: "Pellegrino viene servito male e non segna da settembre. E Beto ancora è un corpo estraneo"
Un impatto persino traumatico con la sua nuova realtà, quella di una Fiorentina che dopo essersi scoperta fragilissima in difesa adesso si ritrova pure spuntata
Nell’idea originaria di Paratici doveva essere una squadra a trazione offensiva la Fiorentina da consegnare a Grosso, all’atto pratico il gruppo ereditato da Vanoli ha evidenti difficoltà in difesa ma pure notevoli problemi dalla trequarti in su. Così mentre la retroguardia mantiene il non invidiabile primato di peggior reparto del campionato con 19 reti al passivo l’attacco stenta, rendendo la classifica attuale semplice conseguenza di una ristrutturazione generale che la Fiorentina non ha ancora assimilato.
È vero, la sesta sconfitta stagionale si porta dietro un bel po’ di polemiche sulle sostituzioni operate da Vanoli, ma prima dei cambi il reparto offensivo aveva stentato e non poco, come del resto avvenuto al cospetto del Como. Se contro i lariani era stata la mira di Fagioli o Njie a far difetto sotto porta contro l’Inter le bocche da fuoco dell’attacco sono rimaste inceppate, e tali sono da oltre un mese quando Pellegrino ha trovato l’ultimo centro in campionato. Con il gol al Venezia, l’11 settembre scorso, l’argentino era salito a 3 reti consecutive contando i centri al Torino e al Pisa in Coppa Italia, poi però si è fermato anche per via di una mancanza di rifornimenti che dopo 8 giornate si è fatta cronica.
Nella classifica degli assist in serie A, guidata dal romanista Dybala a quota 4, il primo rappresentante viola è Fagioli, al trentaquattresimo posto, un centrocampista che con il passaggio per Pellegrino a Venezia, e quello per il gol di Jimenez a Milano, ha praticamente il vuoto dietro di sé. Mentre Mastantuono si consola con la tripletta valsa l’unica vittoria arrivata dopo il cambio in panchina, gli altri interpreti offensivi non sono pervenuti, che si tratti di Njie o Gnonto, o dello stesso Gonçalves che nei minuti a disposizione era comunque riuscito a creare due occasioni da rete contro il Como.
Insomma Pellegrino avrà mostrato anche qualche limite, tecnico e mentale, ma non ha ricevuto troppo sostegno dalle corsie esterne, e più in generale da chi dovrebbe rifinire sulla trequarti (sotto questo profilo pesa anche l’assenza di Atta, anche rimasto ad allenarsi da solo al Viola Park). Ancora peggio, invece, sta andando l’avventura in viola di Beto, tanto che lo stesso Vanoli ha riferito un lavoro psicologico che ancora non ha dato frutti. Nei 181 minuti fin qui giocati il portoghese non solo è ancora a secco di gol ma pure di occasioni e se a Venezia aveva lasciato spazio a Mastantuono sul secondo dei tre gol dell’argentino nelle successive apparizioni non è mai stato pericoloso, fino a risultare persino determinante in negativo con il pallone perso prima del pari interista e più in generale con un unico duello vinto dei 3 affrontati in appena 7 minuti di partita.
Un impatto persino traumatico con la sua nuova realtà, quella di una Fiorentina che dopo essersi scoperta fragilissima in difesa adesso si ritrova pure spuntata, alle prese con un attacco che non riesce a incidere.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino