Corriere fiorentino: "Mastantuono si gode la Nazionale. A Firenze ha trovato la serenità che cercava"
Franco non ha nessuna intenzione di fermare la sua rincorsa. E così veniamo anche a quanto sta accadendo di là dall’Oceano
Una cosa è certa: Franco Mastantuono non è uno che ha paura ad andar di fretta. Lo racconta la sua storia: esordi, prime volte, gol. Sempre e comunque bruciando le tappe. Per questo non ci sarebbe da stupirsi se desse piena disponibilità a Paolo Vanoli per la trasferta di Genova. Certo, bisogna vedere come la pensa il mister, e considerando i tempi (strettissimi) non è affatto scontato che decida di dargli una maglia da titolare.
L’ex Real infatti giocherà l’ultima gara con l’Argentina nella notte tra martedì e mercoledì e dopo il lungo viaggio di ritorno tornerà ad allenarsi in gruppo soltanto per la rifinitura di venerdì, a 24 ore dalla gara (sabato alle 15) di Marassi. Difficile insomma che possa essere nelle migliori condizioni e non ci sarebbe niente di strano se Vanoli decidesse di tenerlo in panchina, come arma da giocarsi in corso. Una cosa, è certa: Franco non ha nessuna intenzione di fermare la sua rincorsa. E così veniamo anche a quanto sta accadendo di là dall’Oceano. L’altra notte per esempio, dopo giornate in cui tutti i media argentini s’interrogavano su chi sarà l’erede di Messi con l’Albiceleste, il ct Scaloni gli ha preferito Nico Paz e Prestianni, un altro ragazzino terribile (classe 2006) che fa impazzire gli argentini. E Mastantuono? Entrato proprio al posto del 10 del Como poco prima del 60’, ha comunque messo in mostra alcune giocate del suo repertorio.
«A volte sembra che Franco sia un veterano — ha detto il ct — ma il suo è un talento che va curato e protetto». Come dire: piano. Del resto, la (giovanissima) carriera di questo ragazzo è stata accompagnata fin da subito da pressioni feroci. Colpa o merito delle sue prestazioni, e di quello che ne è seguito: il più giovane a indossare la 10 dell’Argentina, il trasferimento record al Real Madrid a nemmeno 18 anni. E poi ancora. L’arrivo in Italia e, alla quarta presenza, la tripletta di Venezia. «È stato brutto perdere la Coppa del Mondo — ha detto l’altra sera — ma ora ho iniziato un nuovo percorso che può permettermi di far bene anche in Nazionale».
Un amore a prima vista, quello con Firenze. Vale per i tifosi, e pure per lui. «Mi sento benissimo in Italia, mi sento molto più libero, è cambiata la mia vita ed è stato un bel cambiamento». Parole e sentimenti che, tra un anno, potrebbero avere un peso non indifferente. L’accordo tra Real e Fiorentina infatti prevede un prestito secco, ma nulla vieta ai due club di trovare l’intesa per prolungarlo di altri dodici mesi. I nuovi regolamenti infatti vietano i prestiti biennali, ma non di stipularne ex novo un altro allo scadere del primo. In pratica: Mastantuono al termine della stagione dovrebbe tornare al Madrid, ma dal 1 luglio in poi (con lo scattare della stagione ‘27/’28) non ci sarebbero ostacoli di sorta. Certo. Molto dipenderà dal raggiungimento o meno dell’Europa da parte dei viola, dalla volontà del Real di farlo partire ancora e, appunto, dalla volontà del giocatore. Di certo c’è che Franco da queste parti ha trovato la serenità che cercava.
Il resto, dalla titolarità in Nazionale al futuro diviso tra Fiorentina e Real Madrid, verrà di conseguenza.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino