Corriere fiorentino:" Livorno piange Protti. Anche Allegri alla camera ardente a salutare l'ex attaccante"
Dalle 18 la salma sarà al "Picchi" per il saluto della curva. Intanto presente anche Max Allegri alla camera ardente a Cecina.
Andranno al Picchi e piangeranno, ma non di gioia come dopo i suoi gol. Stavolta saranno lacrime di tristezza al pensiero che il loro «Zar» non c’è più. Oggi Livorno si ferma per ricordare Igor Protti (il sindaco Luca Salvetti ha proclamato il lutto cittadino) e si prepara a salutarlo nel modo in cui lui avrebbe voluto: la salma sarà esposta allo stadio, dove alle 18 apriranno le porte per l’ultimo abbraccio collettivo.
«Coloriamo di amaranto spalti e campo già dalle 17», l’appello lanciato dal tifo organizzato. «Adesso c’è un dolore forte di quelli che ti prendono il cuore, la testa e ti stringono alla gola», ha scritto Salvetti. «Un dolore che devo raccontare da sindaco di una città che in Igor riconosce la persona che più di ogni altra ha saputo regalare gioie, orgoglio e affetto, ma anche da amico, e lì non posso che pensare a quasi 40 anni della mia vita che ho trascorso condividendo mille momenti, mille storie e mille abbracci. Tutto questo rimarrà con me per sempre e Igor ci sarà per sempre».
«Aveva un’etica e una morale fuori dal comune, persone così se ne trovano sempre meno. Non faceva mai nulla per apparire, non c’erano bugie né forzature nel suo modo di essere», lo ricorda Osvaldo Jaconi, che lo ha allenato al Livorno dal 2000 al 2002. Un biennio culminato con il ritorno in Serie B, il cui simbolo resta il gol segnato da Protti a Treviso. La sua essenza più pura si ritrova in un aneddoto raccontato proprio da Jaconi: «In ritiro lo vidi nervoso. Mi spiegò che la fascia da capitano gli creava tormento e che, se ne fosse privato, le cose sarebbero cambiate. L’indomani comunicò la sua decisione ai compagni ed effettivamente ebbe ragione. L’esempio è la più alta forma d’autorità e lui lo dava ogni giorno, per questo i più giovani lo stimavano e lo seguivano». Luca Mazzoni è stato uno di loro. «Per me Igor è stato come un fratello maggiore. L’ho conosciuto che ero giovanissimo, a 15 anni. Il nostro rapporto è stato sempre speciale, pure nelle litigate. Perché lui era così: uno che quando sbagli ti dava uno schiaffo, ma il giorno dopo era pronto a spiegarti il motivo e a volerti più bene. Mi ha cresciuto: io ero un bimbo, lui già un uomo».
Per Mazzoni, livornese purosangue, il legame con Protti assume anche una dimensione identitaria. «Riguardando le foto con Igor, la mia preferita è quella di lui con mio figlio davanti ai poster che avevo in casa», racconta l’ex portiere e oggi club manager del Livorno. Tra le ultime istantanee fissate nella mente resta quella dell’incontro avvenuto a casa di Protti. «Diceva di non voler dare lezioni, eppure è riuscito fino in fondo, coi suoi comportamenti».
E ieri tra i tanti che hanno voluto salutarlo alla camera ardente di Cecina, anche l’allenatore livornese Max Allegri. Accolto da Noemi, la figlia di Protti, ha scambiato qualche parola con gli ex giocatori e compagni di squadra di Protti, tra cui il portiere Marco Amelia e l’ex difensore Alessandro Lucarelli. «Non sono momenti per parlare», ha detto prima di andare via commosso.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino