Corriere fiorentino: "La Fiorentina è in crisi, l’Atalanta in difficoltà. Oggi al Franchi sarà un esame cruciale"
La speranza è che l’uno-due dell’Inter in pieno recupero non abbia tramortito la giovane e inesperta Fiorentina e sull’ inesperienza ormai tutti concordano
Siamo appena alla nona giornata, ma Fiorentina-Atalanta ha già l’urgenza di un esame definitivo. Almeno per capire dove conduce questa strana stagione, cominciata tra l’entusiasmo che si è rapidamente trasformato in preoccupazione con il rischio di scivolare nella disperazione se le cose stasera al Franchi dovessero andare male. Incrociamo le dita, siamo autorizzati a farlo dopo che la Viola ha perso sei delle prime otto partite come mai era accaduto nella sua storia centenaria, soprattutto dopo l’incredibile ribaltone milanese.
La speranza è che l’uno-due dell’Inter in pieno recupero non abbia tramortito la giovane e inesperta Fiorentina e sull’ inesperienza ormai tutti concordano. L’Atalanta è un esame cruciale. L’ultimo con lo stadio pronto a sostenerti. Firenze e l’anima calda del tifo hanno capito il momento, questa squadra di sbarbati deve uscire in fretta dal tunnel altrimenti la paura prenderà il sopravvento sull’entusiasmo con il risultato di sprofondare nel caos e sperperare le buone intenzioni del ds Paratici che voleva ripartire dai giovani ma ha esagerato e sbagliato troppe scelte. Fossimo nei panni del presidente Commisso chiederemmo più di una spiegazione all’uomo che ha gestito il mercato. Sull’argomento torneremo un’altra volta. Non è questo il momento. Serve unità di intenti per battere l’Atalanta. Firenze è pronta. Speriamo lo sia anche Vanoli. La gestione dell’ultima mezzora contro l’Inter non ci è piaciuta: una volta passata in vantaggio, la Fiorentina avrebbe dovuto sfruttare gli spazi e provare a ripartire. Invece si è portata il nemico dentro casa, l’area di rigore, con conseguenze inevitabili. Ma qualcosa di buono a Milano si è visto, come del resto contro il Como, due sconfitte diverse con un comune denominatore di speranza: la squadra sta crescendo. Il 4-3-3 di San Siro ha regalato, almeno per lunghi tratti, l’indispensabile compattezza che serve per tirarsi fuori dai guai.
Sin che prenderà due reti (e mezzo) a partita, il destino della Viola sarà segnato. Equilibrio, dunque. Ma anche coraggio. E un briciolo di personalità per gestire i momenti: preso un gol, non se ne può prendere un altro nel giro di dieci minuti.
Dopo il Como, è successo anche contro l’Inter e prima ancora con Torino e Genoa. Quattro volte in otto partite. I numeri, tutti, sono sconsolanti e non vanno guardati, almeno sino a stasera.
L’Atalanta, come la Fiorentina, non può permettersi passi falsi: non rischia la retrocessione, ma un brusco ridimensionamento. Il passaggio dagli anni di Gasperini (compreso quello tra Juric e Palladino) a Sarri è difficile da assimilare. Neppure Maurizio stasera potrà pensare al suo cuore viola. I nerazzurri di Bergamo hanno sempre subìto almeno un gol tranne alla seconda giornata con il Bologna e in trasferta hanno perso tre volte su tre. Senza contare che, più dei viola, sono in emergenza. La partita si gioca su equilibri delicati. Anche psicologici. Vincerà chi avrà più anima, freddezza e intelligenza
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino